«Quello che voglio è vivere moralmente». Potremmo prendere, senza ombra di dubbio, questa frase estrapolata dall’ultima lettera che Silvestri (Ignazio Silone svolse, con lo pseudonimo di "Silvestri", un ruolo attivo di informatore della Questura di Roma e della Divisione Polizia Politica fra il 1923 e il 1930) scrisse a Bellone per capire la crisi di coscienza vissuta dall’autore che poi interruppe la sua attività di informatore. Ma anche per delineare i contorni di un libro – “La volpe e le camelie” – importante di per sé, visto che porta la firma di Ignazio Silone, edito da L'ora d'oro di Poschiavo.
Qui l'approfondimento:
http://www.abriga.it/approf/det_appr...ofondimenti=40