Ponte in fiore: dalle 3mila alle 4mila presenze
Un dato preciso sarà pronto quando sarà concluso il conteggio complessivo delle presenze annotate di volta in volta alle iniziative, ma da una prima stima dalle tremila alle quattromila persone hanno preso parte alle trentottesima edizione di “Ponte in fiore” che, dall'inizio di aprile all'inizio di maggio, ha tenuto banco a Ponte in Valtellina grazie all'organizzazione della biblioteca comunale Libero Della Briotta.
A conclusione della rassegna, che unisce i vari aspetti della cultura, il presidente della biblioteca, Claudio Franchetti, si dice soddisfatto e guarda già al prossimo anno. «Anche quest'anno la partecipazione è stata massiccia – spiega Franchetti -. Nelle cinque settimane sono girate dalle tremila alle quattromila persone che si sono complimentate con noi e ci hanno ringraziato. Le compagnie che venivano da fuori provincia, in particolare, ci hanno chiesto con stupore e sincerità come faccia un piccolo comune come il nostro ad organizzare una rassegna così ricca di appuntamenti e di qualità. Siamo consapevoli di promuovere un calendario che ha un nome, c'è grande responsabilità dietro. Cerchiamo di farlo nel migliore dei modi, anche se le risorse economiche negli anni sono diminuite. Gli enti locali ci stanno ancora vicini, ma è chiaro che non si dispone più dei finanziamenti di anni passati. Nonostante ciò, il nostro impegno è immutato nel ricercare eventi di livello e di richiamo. E l'apprezzamento del pubblico ci sprona a continuare e migliorare».
Il filone scelto quest'anno, dedicato alla donna, ha trovato il riscontro dei visitatori e, fra le iniziative maggiormente seguite, ci sono proprio la mostra “Mettere al mondo il mondo” di Wanda Guanella e quella sul paesaggio della media Valtellina, in collaborazione con la Società Economica Valtellinese, che è stata addirittura prorogata per consentire la visita delle scolaresche. Fra gli appuntamenti che hanno registrato le maggiori presenze ci sono i concerti che hanno spaziato dalla musica classica alla musica popolare, corale, al cantautorato italiano, alla banda e al jazz. Meno spettatori per lo spettacolo teatrale su Camilla Cederna, ma «non demordiamo – dice il presidente -. Questo, come altri, è un esperimento per stimolare le persone a crescere dal punto di vista dell'ascolto, dell'attenzione, dell'imparare a stare a teatro e seguire testi più impegnativi rispetto a spettacoli più leggeri, che noi anche promuoviamo. Inoltre intendiamo approfondire il tema della prima guerra mondiale con la presentazione di un libro, la prossima estate. Infine per l'impegno profuso in queste cinque settimane voglio ringraziare i commissari della biblioteca, le associazioni del paese, gli enti che ci hanno sostenuto economicamente e il pubblico».
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