La scuola dell'infanzia di Bianzone: esempio per tutti
Qualche anno fa la scuola dell'infanzia Giacomo Mascioni di Bianzone ha vissuto momenti difficili per la delicatezza del bilancio, tanto che era stata lanciata una raccolta fondi per sostenerla. Ora non solo la scuola dell'infanzia ha superato questa fase, ma è riuscita – grazie alla collaborazione con il Comune – a diventare una realtà, forte tanto da realizzare un nuovo salone di 125 metri quadrati per i 36 iscritti e due giardini per le attività all'aperto e di riorganizzare gli spazi interni con due sale distinte che ospitano la mensa sia dei bambini dell'asilo sia degli studenti della primaria.
Nel pomeriggio di sabato si è svolta la cerimonia di inaugurazione della conclusione dei lavori che hanno richiesto il finanziamento di 150mila euro dal Comune, 33mila euro dalla Comunità montana di Tirano e 100mila euro di mutuo a carico della fondazione. Fondazione che riuscirà a sostenere la spesa proprio in virtù della sinergia creata con la primaria che porta i suoi studenti – 87 in tutto - alla scuola del centro paese per la mensa.
«La carta vincente è stata la condivisione e la collaborazione – ha spiegato Elvira Cavazzi, presidente della fondazione Mascioni -. Anni fa la scuola primaria ha rischiato di chiudere e ha puntato sul tempo pieno. Scelta che si è dimostrata un salvataggio per la scuola che, però, aveva un problema di spazi per la mensa. Gli studenti allora sono stati accolti nella scuola dell'infanzia, ma finora si dovevano fare i turni fra infanzia e primaria durante i pasti. Con la revisione degli spazi mensa e il nuovo salone gioco per i bambini dell'infanzia abbiamo risolto tutti i problemi. Inoltre il salone è molto bello, luminoso, adeguato all'apprendimento».
Molto soddisfatto anche il sindaco, Alan Delle Coste. «All'interno del fabbricato della primaria non saremmo riusciti a ricavare la mensa e, se anche si fosse riusciti, il servizio sarebbe costato di più – dichiara -. Concentrare il servizio nella scuola dell'infanzia, invece, significa che la medesima cucina prepara il pranzo per 130 bambini, dunque un buon numero, con costi inferiori. Agli studenti della primaria il costo del pasto è di 2,50 euro ed anche la retta della scuola dell'infanzia è contenuta in 110 euro, mensa compresa». Ha auspicato che l'intervento di Bianzone sia da esempio per altri Giuliana Bartesaghi, presidente della Fism provinciale. «Grazie a chi ha reso possibile quest'opera che dimostra come il buon senso e la capacità di collaborazione fra enti permettono di raggiungere ottimi risultati con risparmi di spesa. Recentemente ho sentito a Milano Luigi Berlinguer, firmatario della legge 62 sulla parità purtroppo ancora largamente disattesa, che, sottolineando con determinazione la funzione pubblica svolta dalle scuole paritarie, affermava che chiusura di una scuola è un'emorragia nel tessuto culturale del Paese. Questa emorragia a Bianzone non è avvenuta, come invece è accaduto in altre realtà. L’ampliamento della scuola dell’infanzia è un gesto di gratitudine verso chi, a suo tempo, ha voluto l'asilo, verso tutte quelle persone che hanno creduto nel valore dell'opera e ad essa hanno dedicato entusiasmo ed energie. E’ un riconoscimento della storia di questo paese».
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