Dopo 50 anni il vescovo è tornato a Carona
Dopo cinquant’anni di assenza della visita di un vescovo a Carona, la frazione del versante orobico di Teglio, ieri il vescovo Diego Coletti è tornato nella contrada, in festa per questa giornata speciale. Poche anime abitano tutto l’anno nella località di montagna, ma ieri sia la chiesa sia le case erano tutte piene per accogliere monsignor Coletti, con tanto di festoni, striscioni appesi in paese, un rinfresco coi fiocchi. Anche il maltempo ha concesso una tregua permettendo al vescovo, come lui stesso ha dichiarato appena arrivato fra una stretta di mano e uno scatto fotografico, di ammirare il bellissimo panorama della valle lungo la strada che da San Giacomo porta a Carona. E se da un cinquantennio Carona attendeva questa presenza, ieri Diego Coletti ne ha approfittato, durante la Messa concelebrata con l’arciprete don Flavio Crosta e il parroco di Tresenda don Siro Acquistapace, per conversare con i fedeli riuniti nella chiesa. La sua predica, seppure lunga e articolata, è riuscita ad alternare toni lievi a concetti profondi e messaggi di vita cristiana capaci di arrivare a tutti, grandi e piccoli. In particolare il vescovo si è soffermato sul significato di santità spiegando che il santo «non è un mago o uno stregone che fa miracoli», ma chi è pronto a dare la vita per l’altro, come Gesù ha fatto con noi, come una madre farebbe per i propri figli, come i cristiani in Siria o in Iraq stanno facendo per mantenere la propria fede. «Nel Concilio ecumenico secondo si è detto che tutti siamo chiamati alla santità – ha affermato -. Il fatto è che siamo tutti un po’ santi e un po’ peccatori, ci troviamo ad avere degli slanci e poi a dar conto delle nostre debolezze». Il primo punto su cui riflettere è quello contenuto nel vangelo di Giovanni: «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, resta solo». Solo se accetta di morire porta il frutto. Il vescovo ha proseguito la sua omelia chiedendo: «Perché andate a Messa? Non è come andare al supermercato e timbrare il bollino dei punti – ha aggiunto -. Noi veniamo a Messa per vedere il corpo spezzato di Gesù e il sangue sparso. Gesù ha dato la vita per noi. Nella vita non è un dare per avere. Il detto “patti chiari, amicizia lunga” non vale per l’amicizia, perché amicizia, amore e santità sono gratuità. Dio ama chi dona con gioia, non chi dona sperando di ricevere il contraccambio con gli interessi».
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