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| Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi |
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#1 |
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Collaboratori
Data Registrazione: 19-05-05
Messaggi: 5.781
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La Regione e la Provincia di Sondrio danno parre favorevole al Piano del governo del territorio redatto dal Comune di Aprica condizionandolo, però, ad una revisione di alcune scelte relative al consumo del suolo. In questa fase di raccolta e analisi delle osservazioni al nuovo strumento urbanistico da parte di cittadini ed enti, sta in questi termini il parere che Provincia e Regione hanno espresso e di cui l’amministrazione comunale dovrà tener conto. Un aspetto – quello del consumo del suolo – su cui si erano soffermati anche i fratelli Negri nella loro dettagliata osservazione che puntava il dito, soprattutto, sull’ambito di trasformazione con realizzazione di un’area artigianale sui prati all’ingresso di Aprica a Liscidini, con impatto estetico visibile dall’intera Valtellina. La Provincia afferma che «in relazione ai processi di urbanizzazione legati allo sviluppo disorganico dell’edilizia di fondovalle e alle nuove previsioni – si legge nel documento -, il parere è favorevole condizionato ad una complessiva rivalutazione delle previsioni che comportano nuovo e ulteriore consumo di suolo in ordine a motivate e documentate dinamiche demografiche e socio-economiche, ritenendo gli obiettivi attinenti la razionalizzazione, la riduzione del consumo del suolo e la riqualificazione del territorio urbanizzato non completamente soddisfatti». Insomma come a dire: si potrebbe fare meglio. E, per entrare nel particolare delle proposte della Provincia, si suggerisce di conservare nello stato agricolo l’ambito di trasformazione nella zona dei Clef (alto) «per limitare e invertire i processi di urbanizzazione – si legge ancora – che hanno caratterizzato lo sviluppo da 50 anni a questa parte dell’intero territorio comunale». L’area a Liscidini destinata alle attività artigianali solleva pure qualche dubbio riguardo le strutture di rete, dal momento che «non può una viabilità agrosilvopastorale farsi carico dell’accessibilità a fondi di tipo produttivo. L’ambito occupa una porzione territoriale significativa ancora l’utilizzo agricolo che si chiede di rivalutare attentamente non ritenendo la previsione produttiva documentata da dinamiche di sviluppo e previsioni tali da giustificarne l’utilizzo». Ovvero si andrebbero ad edificare capannoni artigianali in una realtà dove, secondo la Provincia, non sarebbe necessario un tale carico. Altrettanto netto il parere della Regione che consiglia di riconsiderare la scelte urbanistiche non attuate, sulla base delle reali necessità di espansione, sia proprie che turistiche, e riformulare la proposta di sviluppo locale in coerenza con il nuovo quadro legislativo e programmatorio regionale. La Regione ammette che la strategia di sviluppo turistico comunale si concretizza con il recupero di attività turistico-alberghiere e baite d’alta montagna, interventi che «non giustificano in alcun modo un così importante incremento del numero di “seconde case” già piuttosto elevato e di difficile gestione, soprattutto in un Comune dove il numero delle abitazioni è pari a più di sei volte il numero delle famiglie residenti». Si suggerisce pertanto di «verificare attentamente che le esigenze di trasformazione espresse dal Piano siano in linea con le reali dinamiche territoriali e con l’effettivo fabbisogno di sviluppo insediativo».
«Prendiamo atto delle prescrizioni suggerite, ma non ne terremo conto». Così il sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli, sulle osservazione presentate da Provincia e Regione al Piano del governo del territorio la cui approvazione approderà presto sui banchi del consiglio comunale. «Ho partecipato alle riunioni sia in Provincia sia in Regione per il Pgt e devo dire che più che ci si allontana dal luogo del quale si discute, più diventa difficile far capire la realtà di un paese di montagna – commenta il sindaco -. A Liscidini l’area destinata all’insediamento artigianale è ridottissima e non si potrebbe fare diversamente vista la morfologia del terreno. La Regione individua il concetto di montagna come qualcosa su cui non intervenire». Cioccarelli precisa che è stata l’Unione Artigiani a chiedere al Comune un’area per le proprie attività e che si parla di due o tre realtà imprenditoriali, «non una zona gigante come sembra dalle parole della Regione. Credo che per il Pirellone la tutela del territorio equivalga a “non intervento”, gli impianti di risalita o le piste da bike sono considerate un degrado in montagna. Sono profondamente contraria a questa impostazione. Sono favorevole invece, ad un intervento sul territorio intelligente. Con la Provincia abbiamo discusso e mi è sembrato di trovare maggiore sensibilità. Sottolineo anche che le osservazioni pervenute da parte dei cittadini sono tutte per un ampliamento dell’edificabilità». |
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#2 |
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Utente
Data Registrazione: 25-06-14
Messaggi: 9
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Sarebbe veramente importante non sciupare le rarissime occasioni pubbliche che si sono presentate per parlare del PGT e del suo processo di approvazione definitiva con affermazioni non veritiere.
A caldo due primi commenti: Le osservazioni presentate da parte dei cittadini meritano una più attenta lettura da parte del Sindaco e del suo staff. L’osservazione presentata da 23 soggetti (fra i quali i sette cugini Negri) e relativa a 48000 mq di aree interne agli ambiti di trasformazione residenziali e turistici N. 2 e 3 non chiedeva nessun metro cubo in più di quanto il PGT avesse indicato. Stiamo parlando del 45% circa di detti ambiti, che a loro volta costituiscono il 50% delle superfici totali dei 7 ambiti turistici residenziali dell’intero territorio Comunale. L’osservazione in questione è l’unica con valenza di programmazione urbanistica di ampio respiro ed ha “peso” assolutamente preponderante in termini di estensione e di strategicità di superfici coinvolte. Come può il Sindaco dunque sostenere pubblicamente che le osservazioni pervenute da parte dei cittadini sono tutte per un ampliamento dell’edificabilità? Risulta anche che alcuni cittadini, una volta presa visione del PGT adottato, abbiano chiesto espressamente al Comune di togliere l’edificabilità ai propri terreni. Il tema della sostenibilità e dell’uso del suolo è serio e non può essere liquidato con una battuta, che per giunta mistifica la realtà dei fatti. Il parere positivo della Regione è condizionato “ all’adeguamento del documento di piano adottato che recepisca le prescrizioni afferenti l’obiettivo primario sopracitato e assuma le definitive determinazioni in relazione alle considerazioni di carattere orientativo espresse a pena di inefficacia degli atti assunti”. Non si capisce come il Sindaco possa dunque dichiarare pubblicamente “Prendiamo atto delle prescrizioni suggerite, ma non ne terremo conto”. (Tra l’altro come possono delle prescrizioni essere “suggerite”? Semmai saranno prescritte!). Analoghe considerazioni valgono per il parere espresso dalla Provincia, fino a poco tempo addietro sostenuta a gran voce con striscioni riportanti la sigla “SO” ed ora invece messa da parte come se si trattasse di una vecchia zia invadente che dispensa inopportune prescrizioni e valutazioni molto critiche nei confronti del PGT predisposto dal Comune. Se a qualcuno potesse interessare, a breve in un altro post riporto un testo che avevo predisposto pochi giorni prima che venissero pubblicati i pareri di Provincia, Regione ed Arpa. Conforta – a posteriori – scoprire che tante delle criticità ipotizzate abbiano trovato riscontro nei pareri rilasciati dagli enti. |
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#3 |
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Utente
Data Registrazione: 25-06-14
Messaggi: 9
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SEMPRE PGT:
ecco l'ulteriore contributo .. Sui giornali locali sono stati di recente pubblicati alcuni articoli che hanno evidenziato diverse criticità del PGT adottato dal Comune di Aprica, ma il dibattito che ne è seguito è stato indirizzato dal Sindaco verso polemiche personali o politiche senza che le criticità evidenziate fossero minimamente esaminate. Un nutrito gruppo di soggetti, che il Comune sbrigativamente ha identificato come i cugini Negri, ha da tempo intrapreso un’iniziativa propositiva che di fatto non è mai stata presa in considerazione dal Comune, sia con la presentazione di un Piano di Lottizzazione (PL) di iniziativa privata, che cercando di portare il proprio contributo al processo di redazione del nuovo PGT. A chiusura di un percorso iniziato nel 2004, a Gennaio 2007 è stato presentato un PL di iniziativa privata a firma di 25 soggetti diversi per un totale di circa 40’000mq di terreni edificabili ricadenti nella zona che l’attuale PGT individua come ambiti di trasformazione residenziale e turistica N. 2 e 3. Il piano, redatto ben prima delle nuove indicazioni urbanistiche ed energetiche, era stato presentato con l’intenzione di individuare un percorso nuovo per lo sviluppo del paese, in termini di sostenibilità e integrazione col paesaggio, di riduzione volontaria degli indici volumetrici, di destinazioni d’uso (prime case di qualità) e infine per modalità e tipologia di propositori (l’iniziativa, pur non escludendoli, non nasceva dai soliti operatori del settore immobiliare). Il Comune non ha mai esaminato la richiesta, né ha mai sottoposto ai proponenti nessuna istanza pubblica che potesse essere positivamente recepita nel Piano di Lottizzazione, ma ha proseguito sulla sua strada solitaria di individuazione di un nuovo strumento urbanistico senza consultare i cittadini coinvolti. Il solo consigliere di maggioranza Francesco Cioccarelli, prima della pubblicazione degli atti (dicembre 2012 in previsione della seduta di Vas del Gennaio 2013), e data l’importanza del tema, aveva ipotizzato di stabilire un incontro con i soggetti interessati. Purtroppo l’incontro non si è mai tenuto, ed è inutile dire che l’opposizione non è mai stata coinvolta nel dibattito o nel processo decisionale. Si è tentato successivamente di individuare una visione coordinata e condivisa della pianificazione territoriale relativa ai terreni in questione, ma pur in presenza di una generica disponibilità, gli incontri concessi dal Sindaco sono risultati successivi alla scadenza dei termini per presentare le osservazioni. Come si sarebbe mai potuto elaborare e poi presentare un’osservazione condivisa? Ancora una volta il contributo presentato in sede di VAS - che è stato bocciato dal Comune – è stato superficialmente etichettato come un’esigenza delle famiglie Negri, anche se in realtà è stato sottoscritto da 23 soggetti diversi, proprietari di circa il 45% dei terreni (48000 mq) ricadenti negli ambiti 2 e 3 (che a loro volta rappresentano circa il 50% del totale degli ambiti di trasformazione residenziali e turistici dell’intero Comune di Aprica). Poco importa: per il Sindaco – come si è letto sui giornali - si trattava dei cugini Negri che spingevano per una lottizzazione tout-court incuranti delle esigenze pubbliche. Con questo contributo si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica ed invitare nuovamente il Comune a riconsiderare la rigidità delle suddivisioni interne agli ambiti N.2 e N.3 che attualmente consentono il collocamento fisico dei fabbricati esclusivamente nelle zone pianeggianti superiori. Tali zone sono quasi interamente poste al di sopra della linea di livello dei 1200m che per il Comune di Aprica determina la zona di elevata naturalità di cui all’art. 17 del Piano Paesaggistico Regionale, con tutte le implicazioni e problematicità che questo comporta. Qualora gli Enti preposti evidenzino criticità rilevanti in merito, il rigido e strategico obiettivo del PGT di vincolare ad area di salvaguardia e tutela ambientale i sottoambiti 2sr e 3sr renderà impossibile la realizzazione degli ambiti 2 e 3 (anche l’ambito 1 ha una notevole estensione al di sopra dei 1200m), col risultato pratico di “congelare” ben più del 50% degli ambiti di trasformazione previsti dal PGT. Inoltre, se anche gli Enti si pronunciassero favorevolmente, l’eccessiva dimensione degli ambiti 2 e 3 unitamente alla frammentazione del titolo di proprietà faranno in modo che i piani non potranno essere attuati (impossibile trovare un accordo così come lo è stato nei passati 40 anni) e dunque l’obiettivo strategico del Comune di acquisire in cessione circa 57000 mq di terreni per servizi non verrà raggiunto. Le regole di fatto sono state scritte in modo da pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo che esse stesse si pongono. Per chi fosse interessato, mettiamo volentieri a disposizione i testi integrali dei contributi presentati in sede di VAS e dell’osservazione presentata al PGT, ma ci teniamo ad esprimere alcune considerazioni in riferimento agli articoli pubblicati su La Provincia di Sondrio nello scorso mese di Gennaio: • Le famiglie Negri si sono sempre volutamente mosse in questi anni insieme a numerosi altri Aprichesi, proprio alla ricerca di una maggior condivisione e partecipazione “collettiva”, attenta alle istanze ed esigenze pubbliche. Più volte si è chiesto al Comune di far sapere quali potessero essere le esigenze pubbliche che avrebbero potuto trovare una soluzione attraverso una integrazione e rielaborazione del piano di lottizzazione presentato, ma il Comune non ha mai dato alcuna risposta e non si è mai dimostrato interessato né collaborativo; • Non è vero che le famiglie Negri abbiano rifiutato di cedere un’area per la realizzazione di una nuova piscina in quanto interessate solamente ad una lottizzazione. E’ vero invece il contrario: l’osservazione presentata dalle famiglie Negri e da numerosi altri Aprichesi, che rispettava i parametri generali individuati dal nascente PGT chiedendo solamente una maggior flessibilità nelle perimetrazioni interne delle aree, lasciando al Comune un’ampia e compatta area pianeggiante per realizzare opere pubbliche (ad esempio la piscina) è stata bocciata dal Comune con le Controdeduzioni pubblicate in occasione della terza conferenza di VAS dello scorso Agosto; • Certamente le famiglie Negri (insieme a tanti altri Aprichesi) sono parte in causa, è il Comune stesso che ha sempre riconosciuto la centralità di queste aree per lo sviluppo del paese, sia con il vecchio PRG che con l’attuale PGT. Si ricorda che stabilire che un’area è edificabile significa dire che il suo sviluppo è di pubblica utilità: concorre allo sviluppo del paese. Proprio per questo, ed in considerazione della notevole estensione delle aree in questione, sarebbe stata auspicabile una discussione preventiva e un approccio meno impositivo che avrebbe portato certamente a risultati positivi sia per i privati che per il pubblico; • I proponenti delle Osservazioni non si sono mai voluti opporre alle richieste degli artigiani di individuare un ambito a loro dedicato. Resta il fatto che i ritardi delle varie Amministrazioni in merito al problema sono del tutto evidenti, ed hanno portato alla situazione attuale che non consente l’individuazione di aree idonee per soddisfare tali esigenze, né dal punto di vista della viabilità, né da quello della sostenibilità: l’area individuata è sulla sponda del torrente e non è così ben servibile. In più, come giustamente sottolineato dal rappresentante dell’Unione Artigiani nel corso della terza conferenza di VAS, non è previsto un piano d’ufficio, ma si lascia ai singoli proprietari delle aree la possibilità di agire in regime di monopolio: “o prendi il terreno da me oppure non ne esistono altri”. Forse si sarebbe potuto con miglior risultato ipotizzare una soluzione esterna al paese, coinvolgendo i Comuni vicini a pochi minuti di distanza, per individuare aree pianeggianti più idonee, pensando ad agevolazioni economiche per gli artigiani costretti a lavorare fuori sede, ma rispettando la naturalità delle aree individuate dall’ATD5. |
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