Niente Tasi ad Aprica
Il Comune di Aprica non applicherà la Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili. Lo annuncia il sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli, che definisce il nuovo balzello una «presa in giro» da parte dello Stato. Una decisione di non poco conto per il Comune che farà salti mortali per far quadrare i bilancio e che, per compensare la mancata entrata della Tasi, alzerà l’aliquota dell’Imposta municipale unica per le seconde case.
«L’anno scorso c’è stato un iter diabolico per la questione dell’Imu. Prima la tassa è stata introdotta, poi si è andati verso una mini-Imu per arrivare a toglierla alla fine dell’anno – dice Cioccarelli -. Sembrava quella una vittoria sbandierata da tutti i partiti e un punto di arrivo. In realtà lo Stato ha introdotto ora la Tasi, che è una tassa sui servizi indivisibili, che ha la stessa base imponibile dell’Imu e che si paga sulla prima casa».
La conseguenza per Cioccarelli? «È una beffa bell’e buona – prosegue -. Dunque noi abbiamo deciso di non accettare questa beffa». Questo pomeriggio (alle 14,30) è convocato, infatti, il consiglio comunale di Aprica per un unico punto all’ordine del giorno: l’eliminazione, cioè, della componente Tasi dalla nuova Iuc.
«Per fare tutti i conteggi e far quadrare il bilancio, il bilancio di previsione lo porteremo in consiglio verso la metà di giugno – anticipa il sindaco -. La non applicazione della Tasi comporterà l’aumento dell’Imu per la seconda casa. Non so ancora di quanto aumenterà. Ora l’aliquota è pari al 7,6 per mille, ovvero quella ordinaria che già l’anno scorso non avevamo aumentato facendo dei miracoli. Vedremo come andrà nel 2014».
Soltanto qualche mese fa Cioccarelli si era sfogata contro lo Stato che, attraverso il fondo di solidarietà, aveva decurtato dalle casse comunali un milione e 80mila euro. Nei Comuni turistici con seconde case i conteggi, che erano stati fatti a livello centrale relativamente all’Imu, erano approssimativi e non coincidenti con quelli emessi dal Comune, secondo il sindaco. Di conseguenza tagliando le spese, il Comune era riuscito a non aumentare le tasse, ma aveva annunciato che avrebbe aumentato l’Imu sulle seconde case dal 2014. Come di fatto avverrà.
È il sistema che Cioccarelli non condivide nel principio: «Le amministrazioni si ritrovano a fare gli esattori di un governo centrale che continua a prelevare soldi dai cittadini, tagliando trasferimenti e obbligando l’amministrazione ad aumentare le tasse».
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