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I paesaggi di Rinaldi in mostra
Riccardo Rinaldi torna ad esporre fino al 17 maggio nella sala mostre del palazzo della Provincia a Sondrio. A 14 anni dalla sua precedente personale negli spazi espositivi allora appena restaurati, l’affermato pittore tiranese, noto per aver dedicato vita e carriera ai paesaggi valtellinesi, firma un allestimento importante destinato, senza dubbio, a segnare una tappa fondamentale nel suo ricchissimo percorso artistico. Il titolo dell’evento culturale “Una vita per l’arte: la vera tradizione del paesaggio valtellinese” riassume con grande precisione e nitidezza il senso della scelta: Rinaldi, notoriamente schivo e riservato, avvezzo a dispiegare il frutto del proprio lavoro più nel silenzio di un chiostro che in una galleria in centro città, torna a scegliere un crocevia più vivace. La direzione presa non è, naturalmente, casuale: dopo oltre quattro decenni consacrati alla pittura, l’artista sembra esprimere la consapevolezza di chi riesce ad afferrare la pienezza del proprio evolvere; si ha la sensazione, ancor prima che l’allestimento sia aperto al pubblico, che Rinaldi abbia in serbo per i numerosissimi e autorevoli estimatori, sia italiani che stranieri, opere intrise di un “nuovo” che prende forma, colore e vigore mischiandosi col distillato di un lungo ed intenso cammino esistenziale; affiora, insomma, l’essenziale del vissuto e si radicano, ancor più, quelle convinzioni di identità e appartenenza che hanno fatto della produzione di Rinaldi una lunga, interminabile collezione riconosciuta e riconoscibile, per non dire inconfondibile.
Un tratto, quello che distingue le sue opere, più che mai attuale in un contesto culturale e sociale nel quale i muri sbrecciati di antichi nuclei rurali sembrano disintegrarsi nella percezione di chi guarda, ancor prima che nella realtà del degrado materiale: Rinaldi regala, una volta ancora, proprio mentre il bisogno cresce, il risultato di quella sua capacità di ritrovare e cogliere anche attraverso il più piccolo bagliore, l’essenza stessa della luce: pare di scorgere volti, mani, fronti rugose, l’anima nella sua integrità, la radice stessa dell’uomo, attraverso le finestre, quand’anche minuscole, appena scaldate di colore fra il grigio e il nero; o in un raggio di luna che, penetrato il buio, si adagia sulla notte riflettendosi attraverso ogni singolo cristallo di neve. Non c’è rivolo d’acqua e non c’è fiore, nelle tele di Riccardo Rinaldi, che non sia un inno e un tributo alla sua terra, alla forza - mai disgiunta dal tormento e dalla fatica, anche dove prevalgono forme e colori che evocano serenità e riposo - dell’uomo che la abita: per questo il pittore tiranese celebra con questa grande mostra quasi mezzo secolo di appartenenza, di più, di fedeltà, ad una scelta di vita e d’arte insieme. Visite dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 19 con chiusura la domenica.
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