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| Al nos dialét Le poesie in dialetto Valtellinese |
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#1 |
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Utente
Data Registrazione: 27-02-05
Messaggi: 288
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Memoria storica abriga 40
Commento - a dicèmbar (u dezzèmbar) 2 Con questo commento all’ ultima poesia dei mesi dell’anno, chiudiamo la nostra visuale sull’Aprica degli anni 40 nella testimonianza diretta di chi, come noi , c’era. Volendo tuffarci in quella realtà, pur ritrovandoci nella rievocazione della nascita del Bambino, ma anche nel clima di attesa, rispecchiamo la stessa realtà, ma non nell’ambiente e nella vita del nostro paese. La prima differenza di immagine è l’alta e spessa coltre di neve che copriva il paese, in questo perido. Immagine che purtroppo visto che oggi, per noi, la neve è manna dal cielo, da tempo non vediamo più. Pure nella attesa dei doni non ci sono confronti, anche se, chissà se il nostro – poco – (appunto per il suo poco) e quindi molto meno del tanto dei giorni nostri, non fosse portatore di maggiore gioia, o perlomeno non di meno di quello dei bambini dei giorni nostri. Cambiato anche il donatore, che non è più o quasi, Gesù Bambino, aiutato dall’asino, ma sostituito da babbo natale o addirittura dal catalogo pubblicitario, dove il bambino può già scegliere in anticipo ciò che vuole. Quindi una grande miniera di desideri da esprimere, salvo poi alla possibilità di soddisfarli tutti nella realtà. Quindi come succede nella vita, maggior possibilità, e ringraziamo il cielo, ma anche maggiori delusioni. Ma Natale è sempre Natale e fortunatamente c’è ancora l’atmosfera del grande mistero. Intensificato nell’ambiente, dalla chiesa con le sue funzioni, nella famiglia dove, per solito si radunano vicini e lontani, nell’ambiente che, speriamo imbiancato, e perché no, nei nostri cuori nella disponibilità a non a farsi abbagliare, ma ad accogliere tutti questi segnali che ci spingono a un rinnovamento. Con questo chiudo questo ciclo, sperando di aver dato, o meglio lasciato, una testimonianza di come viveva la nostra gente in un periodo storico che segna la fine dell’era contadina. Come un filo di memoria storica che lega il passato con il presente entro il quale viviamo, quindi pur non rimpiangendo quel passato, ricordando usi e costumi di chi ci ha preceduto che, come si usa dire per il vino e il formaggio, invecchiando non perdono affatto il gusto, ma migliorano.. Colgo l’occasione per ringraziare chi mi ha seguito, con gli.auguri di BUONE FESTE a vicini e lontani ![]() Luisa Moraschinelli p.s. I mesi dell’anno in lingua originale con traduzione in italiano si trovano in “uita d’abriga cüntada an dal so dialèt”. |
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