IL jazz sale ad Ambria oggi
Serata raffinata quella che si è tenuta giovedì alla centrale Enel Green Power del Boffetto a Piateda. Ambriajazz ha fatto tappa nel giardino della struttura Liberty dove si è tenuto un doppio concerto gradevole, dai ritmi più pacati e intensi. Protagonisti il quartetto di Ettore Fioravanti e il trio di Enrico Zanisi, salvo poi concludere con alcuni brani suonati dal quartetto con Zanisi al piano. Pubblico selezionato e come sempre attento ha seguito la serata – anche seduto sul prato – che si è protratta fino quasi a mezzanotte, mentre Enel Green Power, per dar corso al concerto, ha interrotto il funzionamento delle macchine.
Oggi si resta a Piateda. Anzi Ambriajazz approda nel luogo più rappresentativo della rassegna, quello che le ha dato il nome: Ambria. Nella graziosa frazione montana di Piateda a 1400 metri d’altezza alle 12 ci sarà il concerto in memoria di Don Gallo, con Roberto Bartoli al contrabasso solo che interpreta brani di Fabrizio De Andrè. Immancabili le letture in dialetto di Ambria a cura di Luigi Zani e il pranzo a base di polenta, che rappresenta un must ad Ambria.
«Con questo omaggio a Faber riprendo a lavorare su di un progetto in solo – spiega Bartoli -, a distanza ormai di nove anni dall’uscita del mio precedente lavoro solistico. A differenza di allora, oggi ho del tutto abbandonato l’elettronica, mi interessa confrontarmi e concentrarmi sulle possibilità del mio strumento “nudo”, solo le quattro corde e null’altro.. penso sia una ricerca di essenzialità, di sfrondare il più possibile per arrivare ad una essenza, ad una esecuzione strumentale “essenziale” sia nel suono che nello stile esecutivo». E spiega meglio: «A proposito di stile voglio dire che in questo lavoro c’è poco linguaggio jazz , nel senso di idioma bebop, o swing per intenderci: il jazz è invece molto presente, in modo fondamentale, con il suo apporto più importante che ha lasciato alla cultura musicale del 900, l’improvvisazione: i materiali sonori tratti dalle canzoni vengono liberati dalle strutture, si rincorrono modificandosi a vicenda, diventano altro, per poi tornare alla canzone».
In serata a Sondrio, ai giardini di palazzo Martinengo, alle 22 va in scena “The Great Jazz Gig in The Sky”, una rivisitazione in chiave jazz del capolavoro dei Pink Floyd, The Dark Side of The Moon (1973) ad opera del vocalist Boris Savoldelli, con Raffaele Casarano al sax e Marco Bardoscia al basso. Prima di loro sul palco alle 20.30 il trio del pianista Umberto Petrin, con musicisti di eccezione come Stefano Bagnoli alla batteria e Paolino Dalla Porta al contrabbasso. Petrin è considerato uno dei migliori pianisti jazz della scena europea, ha realizzato oltre 50 cd, molti dei quali premiati dalla critica. Collabora assiduamente con lo scrittore Stefano Benni e con l'attore Giuseppe Cederna.
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