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| Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi |
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#1 |
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Collaboratori
Data Registrazione: 19-05-05
Messaggi: 5.781
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Tutto esaurito. Nulla da fare per chi ha sperato nell’acquisto del biglietto all’ultimo minuto, affidandosi alla rinuncia di qualcuno. La sala don Chiari di Sondrio era strapiena in ogni ordine di posto. “La cena dei cretini” di Zuzzurro e Gaspare, sbanca il botteghino di SondrioTeatro.
Macchina della risata È una macchina della risata, quella rappresentata lunedì sera, tanto che molti spettatori sono usciti con i muscoli che dolevano dalle risate fatte dall’inizio alla fine, nei due tempi dello spettacolo. E se spettacoli di questo tipo sono un buon espediente per avvicinare le persone al teatro, ben vengano. Metti una sera a cena (desiderata, ma mancata) … con dei cretini in un lussuoso appartamento. La vicenda dell’editore Pierre Brochard e dei suoi amici - che si inventano cene per gabbare il malcapitato cretino di turno - e François Pignon, il «cretino» per antonomasia, contabile del ministero delle Finanze, che ama ricostruire con i fiammiferi le costruzioni più famose del mondo («servono 346mila fiammiferi e 32 tubetti di colla»), ha avuto la fortuna di incontrare un duo come quello formato da Andrea Brambilla e da Nino Formicola, la “ditta” del divertimento assicurato. I cretini esistono per questo Si ride fra crisi coniugali, corna vere o presunte, mogli che vanno e amanti che vengono, accertamenti fiscali, qui pro quo esilaranti, deflagrante candore, follia collettiva: insomma la vita esagerata di più di un cretino al cubo. D’altra parte «i cretini esistono per questo: per essere presi in giro», dice Pierre. Affiatata e scenicamente equilibrata – e non ci si sarebbe aspettati diversamente – la coppia Zuzzurro e Gaspare, brava Alessandra Schiavoni nell’interpretare due figure di donne (la moglie e l’amante) con psicologie diametralmente opposte. Equivoci e burle Il pubblico non resiste di fronte al ritmo forsennato delle battute: «Questo telefono non ha il filo. Non l’ha comprato?», «Dammi l’Iva, prendi l’Imu» in un esilarante rapporto sessuale, all’assurdità di alcuni comportamenti come la disposizione dell’agenda telefonica in ordine cronologico o tematico, tanto che Le Blanc non può che essere sotto la “C” di colori… Idiozie, equivoci, burle a ripetizione che mettono a dura prova il pubblico, ma anche Zuzzurro (attore e regista) che combatte contro una fastidiosa tosse (quella vera, sì) e che resiste fino alla fine. La forza di questa commedia sta proprio nella semplicità e genuinità della risata, nella mancanza assoluta di volgarità e in quella punta di moralismo che non guasta: «Sono sfinito – dice Zuzzurro alla fine -. È troppo faticoso essere intelligente». |
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