Aprica: furto di fiori
Ugo Foscolo, nel poema “Dei sepolcri” definisce «celeste» la «corrispondenza d’amorosi sensi», il dono quasi divino di poter mantenere un contatto e un ricordo del defunto grazie alla sepoltura e alla cura della tomba attraverso “di fiori odorata arbore amica”, ovvero attraverso un albero amico, profumato di fiori. Motivo questo per cui i cimiteri tutt’oggi sono un camposanto fiorito, segno della devozione e dell’amore di chi in terra è rimasto.
Ma cosa succede se il fiore lasciato per il caro estinto scompare da dove il famigliare l’ha posato? E’ accaduto – ancora una volta, dobbiamo dire – al cimitero di Aprica, dove una signora non ha più trovato i fiori che aveva lasciato alla tomba del padre. Ad essere spariti non solo il vaso con una pianta vera appoggiato sotto il loculo, ma addirittura un mazzo di rami secchi e fiori finti presente nel portavasi. In pratica la tomba è rimasta completamente sguarnita, davanti alla sguardo attonito dell’aprichese.
«Non è possibile che si verifichino fatti del genere. Sono senza parole», dice la signora. Non è la prima volta, purtroppo, che un fatto del genere si verifica ad Aprica sia al cimitero di S. Maria che a quello di S. Pietro. Evidentemente il rispetto dell’altro, vivente e defunto, non è caratteristica di tutti.
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