Tangenziale di Tirano ancora a rischio
«Se la tangenziale di Tirano salta, c’è il fallimento dell’intera viabilità valtellinese. Io non ci voglio credere ed mi sento di esprimere fiducia e un invito a tutte le persone coinvolte a tenere monitorata la situazione».
Dosa le parole il sindaco di Tirano, Pietro Del Simone, dopo la doccia fredda arrivata con la notizia dell’omissione nella delibera del Cipe a che i ribassi d’asta della nuova statale di Morbegno siano destinati a quella di Tirano. «Non ho ancora la certezza di come siano andate le cose – dice il sindaco -, ma mi hanno chiamato per rassicurarmi tutti i nostri parlamentari da Jonny Crosio a Maurizio Del Tenno a Bendetto Della Vedova». Giovedì è stata consegnata la lettera congiunta del presidente della Provincia, Massimo Sertori, e dell’assessore regionale Raffaele Cattaneo al capo di gabinetto del ministro Corrado Passera. «L’impegno locale c’è», dice Del Simone che, facendo un’analisi, esclude «macchinazioni particolari per lasciare fuori Tirano». Al contrario il primo cittadino crede più ad un «empasse della delibera del Cipe che è un organismo tecnico non politico». Il sindaco ricorda l’accordo di programma sottoscritto alla fine di settembre, alla presenza di Anas, governo, Regione, Provincia, Comuni ecc. «Quell’accordo è un vero contratto – sostiene – e lì c’è scritto che i ribassi di Morbegno sarebbero stati messi su Tirano». In base al quadro economico della variante di Tirano della nuova statale 38, servono 139 milioni e 200mila euro. Con un ribasso d’asta del 30% (percentuale probabilmente sopra stimata) del nodo di Morbegno si dovrebbero reperire 60 milioni di euro, cui si aggiungono i 50 milioni di euro dal Bim in base all’impegno del protocollo d’intesa siglato nel 2007. Poi ci sono 5 milioni di euro dalla Provincia, residuo del protocollo del 2007, 17 milioni e 700mila euro dei ribassi d’asta del lotto 1 tronco A e 6 milioni e 500mila euro come attualizzazione del residuo del mutuo lotto 1 tronco A.
«Lo stesso ministro Passera ha rilasciato dichiarazioni apprezzando lo sforzo del territorio che ha raccolto i soldi per la sua strada – prosegue -. Se questo non succedesse sarebbe il fallimento della viabilità valtellinese, non solo di Tirano che naturalmente sarebbe la più penalizzata. Non voglio credere che ci siano azioni di disturbo. Quindi io, in questo momento, devo esprimere ancora fiducia e devo esprimere un invito ai parlamentari con cui sono strettamente in contatto oltre che con Cattaneo e Sertori, persone fortemente determinate e motivate, a stare uniti e monitorare la situazione». E conclude: «Se l’operazione non va in porto, il sindaco di Tirano non starà fermo, ma non sarà solo. Al mio fianco ci saranno la Provincia, la Regione, i sindaci della Valtellina e soprattutto la gente della provincia di Sondrio, perché la tangenziale è un’opera che ci è dovuta».
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