Pericolo a Tresenda: raccolta firme
Seicento firme raccolte per chiedere sicurezza sulla statale 38 a Tresenda; seicento firme, ovvero circa la metà della popolazione della frazione tellina unita per la vivibilità del proprio paese; questa volta gli abitanti di Tresenda non vogliono che l’iniziativa sia presa come un modo strumentale di fare politica, oppure di andare “contro” con ogni mezzo e pretesto all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Piergiorgio Grolli. Perché – in questa situazione – non c’è politica, si sta parlando di sicurezza di una frazione. Una sicurezza sulla strada che non può più attendere, visti i due incidenti in soli due giorni, uno dei quali costati la vita al tresendino Riccardo Panella.
Queste sono le premesse della raccolta firme partita da circa due settimane nei negozi ed esercizi commerciali di Tresenda per richiamare sulla necessità che venga realizzato il marciapiede per Boalzo e ridate condizioni di sicurezza ai pedoni. Ieri i fogli intitolati “Promemoria!” con la scritta in rosso hanno cominciato ad essere ritirati e si contano all’incirca 600 firme di residenti nella frazione tellina. Tenuto conto che gli abitanti sono all’incirca mille – tolti i minorenni e gli anziani – il numero di chi ha aderito è decisamente alto. «Se avessimo chiesto anche ai passanti avremmo raggiunto un numero esagerato – fa sapere il comitato di famiglie stanche e preoccupate per questa situazione -. Invece abbiamo voluto che l’iniziativa fosse la nostra voce locale. Entro il fine settimana consegneremo le carte al Comune, ente di riferimento».
Ma cosa chiedono le famiglie? «Si è parlato tanto e promesso spesso in merito alla realizzazione dell’allargamento e della messa in opera di un marciapiede, tratto della ss. 38 a Tresenda che, dal passaggio a livello giunge in prossimità del bivio per Boalzo – scrivono i firmatari -. Onde evitare doppioni di spese inutili si è atteso che l’ente ferroviario ultimasse i suoi lavori, ma nonostante siano trascorsi più di due anni dalla conclusione dell’operato, Tresenda viene lasciata nello “scaffale delle dimenticanze”. Alle richieste di utenti privati viene data sempre la solita risposta: «Non ci sono fondi», «i soldi sono finiti», «non si riesce in un Comune così vasto ad accontentare tutti», ma spesso si assiste a realizzazione di opere secondarie o di scarsa necessità. Un tratto come quello chiamato in causa, si pensa, dovrebbe essere argomento di primaria attenzione da parte di chi è stato votato e ritenuto idoneo alla gestione dei beni pubblici». «Siamo in presenza di un muro decadente – proseguono -, di una viabilità tragicamente pericolosa e non solo per anziani e bambini, viabilità necessaria oltremodo per la presenza di ambienti di richiamo (chiesa, oratorio); ci sono un avvallamento tra fondo stradale e le cunette che ad ogni asfaltature rischiano addirittura di sparire, problemi di tubazioni e fognature. Ciononostante tutto viene insabbiato e si dà priorità ad opere di necessità e urgenza inferiori. La trascuratezza di un aspetto pubblico denota limitata sensibilità di ruoli. Il paese di Tresenda necessita di maggiore attenzione e viene spesso trascurato e dimenticato nonostante stia dimostrando da tempo un’operosa voglia di crescita collettiva. L’energia umana impiegata attualmente nella creazione di opere e gruppi vede impegnata tutta la popolazione che fisicamente o finanziariamente contribuisce con nudo volontariato a far vivere questo paese provato anche da calamità e sofferenza… Eppure nonostante l’Edison risiede ed operi principalmente sul territorio tresendino anche di questi fondi sembra non ne sia rimasto alcuno per Tresenda. L’autosufficiente, la volontà e la dignità di avere la forza di utilizzare le energie personali per realizzare opere di servizio pubblico che distinguono i tresendini in questo momento non deve essere per il Comune un’occasione di scarsa attenzione ed indifferenza. All’interno del comune di Teglio esistiamo anche noi!».
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