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Vecchio 21-03-10, 10:24   #1
clara
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Predefinito Omero nel Baltico

E se l'Itaca omerica non si trovasse nel mar Mediterraneo, ma sarebbe l'isoletta di Lyø, nell'arcipelago danese della Sud Fionia? E se l'antica città beota di Tebe corrispondesse alla città svedese di Taby poco a nord di Stoccolma? Insomma e se gli eventi narrati nell’Iliade e nell’Odissea non si siano svolti nel mar Mediterraneo orientale, come si è sempre creduto, ma nei mari dell'Europa settentrionale (Mar Baltico e nord Atlantico), come già sosteneva il filosofo greco Cratete di Mallo?

Di questa rivoluzionaria ipotesi si parlerà venerdì 26 marzo (alle 17) nella biblioteca Rajna di Sondrio dove l’ingegnere nucleare e appassionato di storia Felice Vinci presenta il suo libro “Omero nel Baltico”.

Felice Vinci sostiene che il popolo miceneo vivesse originariamente sulle coste del Mar Baltico; a seguito di un irrigidimento del clima verificatosi nella prima metà del II millennio a.C. (attestato dai moderni studi di paleoclimatologia), esso sarebbe migrato verso regioni più calde, per insediarsi infine in Grecia. Le gesta narrate nei poemi omerici e molte altre vicende della mitologia greca risalirebbero quindi ad un'epoca precedente alla migrazione, della quale col passare dei secoli si sarebbe perso il ricordo. Questa teoria comporterebbe anche una retrodatazione dell'epoca della guerra di Troia, che secondo l'opinione più corrente si sarebbe svolta intorno al XIII secolo a.C.: il Vinci propone una datazione intorno al XVIII secolo a.C. - età del bronzo nordica.
Gli storici concordano, in effetti, che i micenei siano una popolazione non originaria della Grecia, ove giunsero intorno al XVI secolo a.C. La loro patria di origine non è nota, ma una sua collocazione nel Baltico appare plausibile: infatti, nel II millennio a.C., nel Baltico e nella Scandinavia fioriva l'età del bronzo. Inoltre, già quasi un secolo prima di Vinci, in modo del tutto indipendente, lo studioso indiano Bal Gangadhar Tilak sulla base della propria analisi dei Veda (i testi sacri dell'induismo) ha avanzato la teoria che le popolazioni indoeuropee vivessero anticamente nell'estremo nord dell'Europa o dell'Asia.
La teoria di Felice Vinci ha avuto una certa diffusione da parte dei mezzi di informazione, ma gode di scarsa considerazione da parte del mondo accademico. Da notare, però, il giudizio altamente positivo dato al suo lavoro, dalla nota grecista e latinista italiana Rosa Calzecchi Onesti, che nella presentazione del libro invita la comunità archeologica a compiere accurata opera di verifica, sul campo. Il libro è stato tradotto in inglese, russo, svedese ed estone .
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