La piattaforma del pensionato
10).pta – la nostra pensione nella pratica - in onda a Radio più venerdì 12 maggio
Nella puntata precedente, abbiamo raccomandato, sia che arriviamo alla pensione ricchi, che poveri, la pensione assegnataci, gestiamola noi. Che pena vedere le persone ancora in coda allo sportello, o peggio delegare altri. – Tanto a lui o a lei manca niente – si usa dire. Ma non è una ragione. In ogni caso, l’ideale sarebbe, al momento che si fanno le pratiche, farla rientrare direttamente in banca e se si può, arrotondarla con qualche risparmio, di modo che poi non si debba giocare fra le cifre rosse. Questo perché, anche se può costare qualche soldo, buona cosa è assicurare al conto le spese fisse che sono: per la casa, o condominio, luce, telefono ecc... Un modo per scaricarsi dall’ansia delle scadenze, dalla paura di non averne abbastanza quando arriveranno le fatture e soprattutto di sapere, pressappoco come girarsi dentro quella cifra che, da quel momento, per tanti sarà fissa e unica. Un modo come sono solita dire io, di rendere indolore le fatture. Se poi ci saranno altre entrate sarà un sopra più e ci si potrà regolare. Non ci vuole un commercialista per farlo. In questo modo si evita di fare il passo più lungo della gamba e trovarsi poi nei guai. E vero che le pensioni non permettono di allargarsi dentro, fatto qualche eccezione, ma uno deve anche sapere che se prende cento non può spendere mille, ma regolarsi. Per questo vediamo che tanti poveri lo sono anche perché spendono e spandono senza porsi dei limiti.
Io sono solita fare l’esempio pratico: supposto che uno abbia una entrata di diecimila, se ne spende nove è ricco, se ne spende undici, è povero o lo diventerà. Esempi che si fanno guardandosi attorno, nella pratica della vita. Non sembri superfluo quanto qui detto; è un modo pratico, se si può, per liberarci da – fastidi opprimenti – e poter così lanciarci attivamente nella nostra nuova vita, da pensionato, con serenità
Luisa Moraschinelli
(testo riportato in
www.abriga.it)
Poesia - .al scrign - da “Fineströl” a pag. 61 (giornalino della casa di riposo “Corti Nemesio” di Delebio)