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#1 |
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Utente
Data Registrazione: 14-11-10
Località: APRICA
Messaggi: 14
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Fra l'amore platonico e l'amor carnale si gioca, con tinte dissonanti, il dramma del cantastorie Tannhauser la cui saga colpì l'immaginario romantico di Ludwig II tanto da rappresentarla nello studio del castello Neuscwanstein nelle cui stanze troviamo via ,via la narrazione pittorica di antiche saghe medioevali fra cui il Parsifal (nella sala dei cantori) e di Tristano e Isotta nella stanza da letto,ambienti in cui egli dimorò solo 172 giorni dal 27 maggio all'8 giugno1886 data in cui fu arrestato e condotto al castello di Berg dopo essere stato dichiarato malato di mente.
Neuscwanstein fu realizzato in un tempo record come se lui presagisse l’incalzare del fato e volle contribuirvi di persona con schizzi e disegni . In questi ambienti il sovrano realizzò il suo sogno: concretizzare, con uno sforzo colossale per materiali e costi ,utilizzando il meglio della tecnica, su uno sperone di roccia fra boschi di abeti e vette strapiombanti in gole e dirupi, quell’immaginario mitico che, fin dall’infanzia, gli era consunstanziale. Elevando al cielo quest’ Opera ,lui stigmatizzava la sua distanza e il suo disprezzo per il mondo delle corti contraddistinto da meschinità e lotte di potere:un topos ideale dunque, ove la sua anima potesse esaltarsi o inabissarsi come eroe , potente e titanicamente solo. Molto amato dal popolo semplice del fondo valle, egli si chiuse in un progressivo isolamento immergendosi in quella dimensione esoterica che gli era congeniale, fatta di luci ed ombre il cui tratto peculiare è dato dai vividi toni del sublime che si esprimono nel paesaggio montano dirupato . Le rocce, le nevi, le foreste cupe di pini riflettono le loro ombre e asperità e la luce accecante dei nevai ,il rumore assordante delle cascate ,l’impalpabile coltre di nebbia che sale dal fondo si proiettano come su di un dagherrotipo in un ritratto in bianco e nero della sua anima travagliata .La dimensione mitica è palpabile e mi accompagna mentre salgo la scala a chiocciola che mi introduce nelle stanze reali . Poi due simboli esoterici , la palma che buca con la sua chioma, l’azzurro di un cielo stellato e il drago, enigmatica figura che prelude a lotta interiore dal cui esito può derivare rovina o vittoria, mi vengono incontro prima di varcare la soglia . M’avvolge la musica di Wagner che pare animare gli arazzi e brillare nei volti dipinti degli eroi e addolcire gli occhi di Isotta in cui pare di vedere il sorriso di Elisabeth, l’amore idealizzato e impossibile per poi salire in note più alte che accendono ardenti passioni,quindi allungarsi in ombre cupe ,annidarsi negli anfratti più scuri e infine distendersi in arcadici ambienti . Mentre cammino, sento che qui il tempo si è fermato ..o per meglio dire è rimasto fuori : è come se lo scorrere si fosse avvitato dentro la grande valva di conchiglia in qui pulsa in forme eclettiche, un’ anima intrisa d’altezza ,uno spirito ora asceta e penitente,ora raffinato e morbidamente lusingato da aurei richiami all’oriente, ad una Bisanzio sacrale o a una fluttuante imago persiana –Il tripudio dei fiori di un’Arcadia agognata si spegne come divorato nel lago cupo della melanconia, annegato in quel latente squilibrio fra l’ombra e la luce .. Respiro ad ogni passo la sua tensione e l'assoluto, l'ideale m’assale . Poi tornando ..mentre scendo le scale, la drammaticità di quel suo vissuto non appagato , esplode più forte e ora , sotto le tinte pastello e i ricami fiamminghi ,tocco il groviglio dell’uomo e forte è la sofferenza che grida da sotto , quando chiede riscatto- Pressante è il richiamo lanciato alla purezza ,al sacrificio, dal cigno, stilema di nobiltà ed eleganza ,ma qui assurto a cifra esemplare di un eroico vissuto .La musica wagneriana che tanto amò e che permea di sé ogni spazio del castello, acuisce il contrasto tra l'immobilità del tempo della voluttà di Venere e il dinamismo agognato dell’ azione cavalleresca che ha il suo apice nell’identificazione del sovrano con Lohengrin, il cavaliere del cigno, figlio di Parsifal ,l’eroe puro del sacro Graal o con Tristano che, dilaniato dall’amore-incantesimo per Isotta, gioca il suo dramma fra l’aderenza alla purezza dell'ideale cortese , la fedeltà al sovrano e l’incantesimo di Eros- |
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#2 |
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Utente
Data Registrazione: 11-10-05
Messaggi: 1.441
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A questo link un bel video del castello di Neuscwanstein
http://www.youtube.com/watch?v=3C0sA...eature=related
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Ultima modifica di Lorenzo : 09-02-12 alle ore 14:00 |
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