Natale Petruzio, vicepresidente della biblioteca di Ponte e direttore artistico della rassegna “Un Ponte di note” lo ha definito una delle più belle voci italiane, «bellissimo timbro vocale, dizione perfetta, fraseggio elegante, espressivo». E Roberto Balconi, il controtenore che ha aperto, sabato al teatro comunale di Ponte, l’appuntamento musicale dell’autunno pontasco, tale si è confermato, nonostante una brutta laringite che ha messo a dura prova le sue corde. Balconi, affezionato ospite di Ponte, non ha però voluto mancare al concerto e così, seppure affaticato e non completamente in forma, ha messo anima e corpo – oltre che tutta la voce che aveva – per regalare una serata apprezzabile al numeroso pubblico assiepato nella sala del teatro. Balconi era accompagnato al clavicembalo da Antonio Frigé che, con il suono dolce e delicato dello strumento, ha ammaliato chi ascoltava. Particolarmente interessante del concerto anche la parte per così dire didattica, durante la quale il cantante ha introdotto i pezzi e illustrato anche cosa significhi falsettista, ovvero la voce maschile usata più alta. «I falsettisti usano le proprie corde per ottenerla – ha precisato – mentre i castrati avevano una voce così perché evirati. C’è un repertorio per i falsettisti, che non cantano la lirica, ma la musica sacra». Balconi ha così presentato – con quel modo di cantare così “semplice”, frutto di una grande maturità musicale – alcuni pezzi del Barocco inglese di Purcell, unica vera gloria inglese barocca, e Haendel tedesco ma che ha vissuto in Inghilterra. Bello il messaggio iniziale del concerto con “Music for a while” di Purcell, ovvero musica per un momento storico che risolleverà dalle preoccupazioni. Così è stato durante l’esibizione in cui il controtenore milanese ha proposto le odi per Santa Cecilia, come “The Fife” dove gli strumenti dedicati alla guerra vengono celebrati. E al posto del clavicembalo il pubblico ha immaginato gli strumenti in un campo di battaglia. Sono seguite le odi dedicate alle regine, Maria e Anna, le più grandi sostenitrici della musica. Grazie a loro i compositori trovavano lavoro nelle corti. Dopo la bellissima Suite in Fa del clavicembalo solo, si è concluso con “Their land brought forth frogs” dall’oratorio Israel in Egypt, simpaticissima “ricreazione” con il clavicembalo delle rane che saltano.
Applausi sentiti hanno ringraziato Balconi e Frigé per la professionalità e bravura, il primo anche per essere stato presente nonostante il malessere.
Sabato tocca al violinista, violoncellista, direttore d’orchestra Sigiswald Kuijken che proporrà le Suite per violoncello solo di Bach. Necessaria la prenotazione dei posti: 347 7709717
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