Rifugio Valtellina: "O il bando o lo rileviamo"
Un aiuto al Cai di Aprica per la ricostruzione del rifugio Valtellina, compromesso nell’incendio avvenuto nell’ottobre dell’anno scorso, potrebbe venire dal finanziamento sul bando regionale dei rifugi alpini, per l’ottenimento del quale il Comune di Aprica appoggia il sodalizio proprietario della struttura in Palabione. Diversamente se i tempi per una contribuzione pubblica dovessero dilatarsi troppo, il Comune potrebbe rilevare il rifugio. Queste le due ipotesi che si stagliano sul futuro della capanna alla Caregia, rimasta inesorabilmente chiusa quest’inverno per via del rogo. Dopo l’annuncio del presidente, Marco Negri, sull’esclusione dell’origine dolosa dell’incendio – partito dalla canna fumaria a causa di una manutenzione non perfetta e per un difetto di montaggio -, ora viene l’appello per un sostegno da parte degli enti alla ricostruzione. «Da sempre il Comune è vicino al Cai – dichiara il sindaco, Carla Cioccarelli -, ma visto che il Cai non è un’associazione il Comune non ha potuto intervenire direttamente per la sistemazione del rifugio. Il nostro aiuto è, invece, indiretto nell’aprire la strada per un finanziamento sul bando regionale dei rifugi, che si è aperto solo da una decina di giorni e per il quale il Cai ha predisposto la domanda. In occasione della Skyrace ad inizio luglio, ho personalmente parlato con l’assessore allo Sport, Monica Rizzi, che si è complimentata per l’evento. Per cui c’è stata l’occasione di ribadire l’importanza di avere rifugi in quota e ho chiesto che la domanda del Cai sia considerata con la dovuta attenzione per la strategicità della struttura». Il bando finanzia al 50% l’opera. Tenendo conto che la ricostruzione – con dotazione di impianto antincendio aggiornato e di pannelli solari – verrebbe a costare 350mila euro e che l’assicurazione ha fatto una proposta di risarcimento di 254mila euro, ci potrebbero essere i margini per poter rimettere in piedi quello che è considerato un punto di riferimenti per gli sciatori d’inverno e gli escursionisti d’estate. «So che questo tipo di finanziamento viene concesso “a sportello” – aggiunge Cioccarelli -, cioè chi prima arriva, prima viene soddisfatto. La tempestività della domanda è fondamentale». Anche Dino Negri, vicepresidente della Cm, che cura l’istruttoria del bando, conferma la vicinanza dell’organo comprensoriale, «anche perché si parla di un rifugio aperto tutto l’anno, in cui lavorano 10-12 persone». Nel caso, però, si dovesse verificare una situazione di stallo da parte del finanziamento regionale, allora il Comune «potrebbe rilevare la proprietà del rifugio e fare richiesta di sistemazione sul piano di sviluppo rurale».
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