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| Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi |
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#1 |
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Collaboratori
Data Registrazione: 19-05-05
Messaggi: 5.781
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Molti le storielle di Luigi Zani, custode del dialetto d’Ambria (che sta lavorando ad un dizionario valdambrino in collaborazione con l’Idevv), le hanno ascoltate diverse volte. Eppure quando Zani racconta, che sia una filastrocca nota, come quella dell’ingegnere che deve costruire la strada per Ambria, o nuova, come quella dell’improvvisato parrucchiere, ride a crepapelle. Sarà il fascino dell’idioma del borgo sopra Piateda, sarà la simpatia di Zani, fatto sta che venerdì sera è stata una serata di divertimento che ha visto il connubio di diversi elementi. Innanzitutto le letture di Zani, ma anche l’excursus su storia e percorsi alpinistici a cura di Enrico Benedetti, editore de “Le montagne divertenti” trimestrale di alpinismo e cultura alpina, poi gli scatti sulle quattro stagioni del fotografo Marino Amonini ed, infine, il videoservizio su Ambria realizzato da Maurizio Natali del quotidiano on line www.abriga.it. Tantissima la gente che ha partecipato all’incontro nella mediateca di Piateda a suggellare l’interesse per una tradizione che vuole perpetuarsi e pure rinnovarsi. Si pensi all’auspicato recupero dell’ossario di Ambria per cui è attualmente in corso la raccolta fondi.
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#2 |
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Utente
Data Registrazione: 27-02-05
Messaggi: 288
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Leggo con piacere quanto riferito su Ambria. Ambria è abbastanza fuori mano per noi d'Aprica, ma è rimasta viva nei nostri ricordi di bambini in quanto i nostri papà, impegnati nei lavori della diga di Venina, d'inverno, a casa ci raccontavano tanti aneddoti di quel paese che allora pareva fuori dal mondo.
Complimenti a chi riporta alla luce quei ricordi. Luisa |
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#3 |
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Utente
Data Registrazione: 02-08-10
Messaggi: 1
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Ciao Luisami dichiario valdambrino doc, ma nelle mie vene scorre anche un pò di sangue di Aprica (di Liscedo "ca da sótt", per essere più precisi), poichè mia mamma era la Maria di Ghisla. Per ricordarla avrei pensato ad una sorta di gemellaggio linguistico Aprica-Ambria. Per questo sto lavorando ad alcune poesie che vedono protagonisti (contemporaneamente) personaggi dei due luoghi e che contengono quindi le due parlate. Ricordo una frase di mia mamma, quando le mancavo di rispetto e riuscivo in qualche modo ad evitare una sua ciabattata: ta rivaré a scéena, brütt müs da purscèll. Luigi, il "poeta" di Ambria |
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#4 |
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Utente
Data Registrazione: 27-02-05
Messaggi: 288
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Mi fa piacere Luigi saperti della famiglia Ghisla di Liscedo. Con qualcuno dei tuoi zii sono andata scuola. Forse la tua Mamma?.
Mi piace poi che metti in evidenza le storielle di Ambria che, come detto sopra, conosco per gli ameni racconti che faceva mio papà. Poi ne sento anche da una mia coinquilina, Berniga , qui a Lugano, che ogni tanto me ne racconta. Conosci quella: "Che rid, che rid al fünüral dal mè por pà!? All'occasione la inserirò qui nel mio piccolo spazio dialettale, anche se finora ho dato solo del mio prodotto brigasch. Fai anche parte dell'IDEVV? Nel tal caso avremo modo di conoscerci alle assemblee. saluti cordiali, Luisa |
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