Bellini alla "Forrest Gump Race"
Qualche mese fa aveva detto: «Ora faccio il papà», visto che Sofia, la sua piccola che proprio qualche giorno fa ha compiuto un anno, sembrava averlo convinto a restare per un po’ a casa; ma chi lo conosce sapeva benissimo che l’istinto off limit di Alex Bellini lo avrebbe portato presto a ricercare nuove avventure. E così è. Il giovane aprichese che ha attraversato in solitaria e con una barca a remi prima l’oceano Atlantico (2005) e poi l’oceano Pacifico (2008) ci riprova. Ma questa volta lascia l’elemento acqua e torna alla terra. Sì perché il 19 giugno l’atleta, che si divide fra Aprica e Verona dove attualmente vive, partirà alla volta di Los Angeles per partecipare alla prima edizione della corsa podistica Los Angeles – New York. Un’ennesima avventura mica da ridere, perché Alex non dovrà remare contro le bizze di un oceano e dei venti da solo, ma dovrà correre, correre e ancora correre. In tutto 5mila chilometri da concludere in 70 tappe per 70 giorni. Complessivamente Bellini dovrà correre una media di 74 km al giorno. «Non è un’avventura come quelle oceaniche, ma sarà una dura prova quella che dovrò sostenere – preannuncia Alex -, in cui saranno importanti sia la preparazione psicologica sia la preparazione atletica, perché correre per 74 km al giorno sarà molto impegnativo. La competizione è aperta a 30 concorrenti, ad ora siamo iscritti solo in 15. Io sono l’unico italiano, ci sono atleti americani, giapponesi e inglesi tutti molto più preparati di me. Mi definisco un outsider, ma è stimolante questo ruolo inedito con cui dovrò confrontarmi. Sono carico ed emozionato». Alle spalle Bellini ha alcune esperienze similari: nel novembre 2000 ha corso la maratona di New York, nell'aprile del 2001 ha partecipato alla Marathon des sables nel deserto del Marocco, corsa a tappe di 250 km in piena autonomia, nel febbraio 2002 all'Alaska ultrasport extreme circa 600 km a piedi trainando una slitta. Ma questa volta saranno 5mila i km. La notizia della nuova impresa verrà comunicata ai media soltanto a gennaio, quando partirà anche la campagna sponsor, poiché bisognerà recuperare le risorse per sostenere un team di cinque persone per 70 giorni. Fra queste uno psicologo sportivo e un ipnologo. Disciplina, quella dell’ipnosi, cui Alex si sta avvicinando: «Non è uno stato di incoscienza, come si crede – afferma -, ma una profonda coscienza». Di certo l’aprichese dovrà essere molto “sveglio” ogni giorno quando dovrà affrontare la Los Angeles – New York Foot Rail che è già stata ribattezzata simpaticamente la “Forrest Gump Race”.
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