Ritorna la "Festa per i sciori"
Saranno le vecchie case, i fienili, le stalle e le casere degli aprichesi aperti all’ospite le grandi protagoniste: č soprattutto questo inedito aspetto di accoglienza per l’ospite a fornire all’esposizione animata proposta dalla contrada San Pietro l’atmosfera e il sapore unici che giŕ dalla prima edizione ne hanno decretato l’irresistibile successo; un successo misurato in migliaia di visitatori, che certamente si accalcheranno anche quest’anno, la sera di giovedě 18 febbraio, lungo le viuzze dell’antica contrada “Ospitale” (cosě era anticamente chiamata San Pietro), per vedere i vecchi attrezzi, toccare con mano gli usi e costumi di un tempo, ma soprattutto assaggiare tante semplici prelibatezze, fatte al momento con l’antica perizia dei contadini e servite negli ambienti originari. Collaborano all’iniziativa, oltre ai contradaioli di San Pietro, l’Associazione Aprica Gestione Turismo e l’Assessorato comunale al Turismo. La partecipazione dei visitatori č gratuita a partire dalle 20.30. Di seguito l’elenco delle postazioni: L’ŕndat dai Sitěi - ‘M fa i braschér e acqua da pom colda (caldarroste e succo di mela), con degustazione; Ca’ dal Cěciu – ‘M va a uedé li uŕchi ‘n stŕla (visita alle mucche in stalla), con degustazioni prodotti del latte; Ca’ di Butŕ – ‘M tŕia sü la lčgna par l’anvéran (tagliamo la legna per l’inverno); Ca’ di Cionk – ‘M fa la rüsümada colda (facciamo lo zabaglione), con degustazione; Ca’ di Tucět – ‘M prepara la marmelada da ghislů e ‘l pa’ cui fik (prepariamo la marmellata di mirtilli e il pane coi fichi), con degustazione; Ca’ di Pidói – ‘M prepara ‘l panvě (prepariamo la zuppa di pane e vino), con degustazione; Ca’ di Bňci – La cüsina d’ěna ólta (visita alla cucina d’un tempo), con degustazione; Ca’ dal Cristňfan di Bňci – ‘M fa pulčnta taragna (facciamo la polenta taragna), con degustazione; inoltre presentazione dei pizzoccheri; Ca’ di Burilě – ‘M fa ‘l zücar candět (facciamo lo zucchero candito), con degustazione; Ca’ di Rěsci – Patŕti büědi cun la pčl, furmŕi včcc e lugŕnaghi (patate lessate con la pelle, formaggio vecchio e salsicce), con degustazione; Masů Granda – ‘M canta, ‘m giüga ala móra e ‘m fa sü ‘l purscčl (cantiamo, giochiamo alla morra e facciamo i salami); Ca’ di Pěnchi – La stala dali cŕbri (la stalla delle capre); Ca’ di Cumeléri – ‘L fóran dal pa’ (l’antico forno del pane), con degustazione di slěnzaga e pa’ da ségal; Ca’ di Conti – ‘M fa li frětuli cui pom (facciamo le frittelle di mele), con degustazione; Sü al Büi – ‘M bef ‘n bicér da uě colt (beviamo un bicchiere di vin brulé), con degustazione; Ca’ di Mascarě – L’ültuma gótula: ‘n grapě cul café da duméga (l’ultima goccia: un grappino col caffč), con degustazione. E poi ‘M tira li bóri cul cauŕl e la priŕla (tiriamo i tronchi col cavallo e metŕ carro); L’ŕsan cui cauagnŕsc (l’asino con le due gerle in groppa).
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