Palazzetto dello sport off limits
Resterà chiuso per un po’ di tempo il palazzetto dello sport di Aprica dove sono partiti i lavori di riqualificazione dello stabile di via Magnolta che ospita palestra e, sotto, centro benessere e piscina. Ne dà l’annuncio il sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli. «Il cantiere è stato consegnato e sono in corso incontri con l’Azienda sanitaria per il discorso sicurezza – afferma -. I lavori riguardano il rifacimento del tetto e non potevano più essere rimandati perché pioveva dentro. Approfittando dei ponteggi, si è deciso anche di tinteggiare i muri esterni. Se avanzassero risorse si potrebbe procedere pure con una rinfrescata a quelli interni. L’opera è finanziata con un contributo della Comunità montana». Illustrati i dettagli tecnici, il primo cittadino tiene a fare una precisazione rispondendo a chi mette in dubbio la scelta dell’amministrazione di spendere risorse per lo stabile sportivo. «So che molti giudicano non opportuno intervenire sul palazzetto – aggiunge -. Qualcuno pensa che quella struttura dovrebbe essere demolita e che tutti i soldi investiti siano buttati via. Al contrario ritengo che prima bisogna creare un’alternativa valida sia al palazzetto sia alla piscina, poi ben venga la demolizione se fosse necessaria. Bisogna mantenere in uno stato funzionale di sicurezza il palazzetto e questi lavori, minimali ma necessari per la funzionalità, vanno fatti». E se c’è qualcuno dell’idea che il palazzetto possa essere sorpassato, non bisogna dimenticare invece quanto le associazioni lo utilizzino per attività, corsi, gare, manifestazioni di tutti i tipi, non solo sportive. Perciò sarà un autunno grigio per l’arrampicata sportiva che non potrà contare sulla struttura, come pure per la Polisportiva che ha dovuto cambiare sede per le lezioni. In forse il palio delle contrade.
Restando in tema di strutture di fruizione pubblica, una novità riguarda anche il centro direzionale. La sala didattica e la sala congressi resteranno ad uso gratuito solo per le associazioni e i gruppi che perseguono fini sociali, culturali e politici ma senza scopo di lucro. «Da un po’ di tempo riceviamo richieste da organizzazioni a scopo di lucro che vogliono utilizzare lo spazio per fare dimostrazioni e vendere – sempre Cioccarelli -. Non ci sembra giusto che una struttura pubblica venga gestita per scopi privati. Dunque abbiamo adottato un regolamento che prevede un rimborso spese (pulizia, personale e corrente elettrica) di 100 euro per la sala congressi e 60 euro per la sala didattica. Preciso, invece, che per le associazioni le sale rimarranno di libero utilizzo, come lo stesso palazzetto».
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