Si parla del forte Sertoli
Una mattina in cui approfondire la conoscenza relativa al “forte Sertoli” o “forte di Tirano” ubicato a circa 1000 metri di altitudine nelle vicinanze della località Canali, ampliando il discorso anche alle tematiche relative alla Grande Guerra in provincia di Sondrio. Ad organizzarla la biblioteca comunale Villa di Tirano venerdì 9 ottobre alle 9.30 all’auditorium Mascioni. Relatori dell’incontro Eliana e Nemo Canetta, autori del recente libro “Storia della Grande Guerra in Valtellina e Valchiavenna” e profondi conoscitori delle tematiche in ambito locale. «Lo scorso anno in occasione della Sagra della mela e dell’uva – spiega la presidente, Gianna Libera - si è tenuto in auditorium l’incontro “Il confine della speranza” alla presenza di Fausta Messa e di numerosi testimoni delle vicende risalenti agli anni dell’ultima guerra ed in particolare alle tematiche degli ebrei e del loro passaggio in Svizzera attraverso i nostri sentieri. A tale incontro hanno partecipato circa 200 studenti delle nostre scuole superiori di primo e di secondo grado. La giornata è stata densa di significati e gli uditori hanno seguito con vera partecipazione quanto presentato. Quest’anno sulla scia di questa esperienza, è stato inserito nuovamente un appuntamento culturale dedicato al mondo della scuola nel programma della Sagra. In particolare si prevede di continuare nella tematica relativa alla nostra storia locale che sembra riscuotere da più parti un rinnovato interesse». L’argomento previsto per la prossima edizione sarebbe la Grande Guerra. Conflitto che in valle fortunatamente non ha visto grandi manovre, ma che però ha visto nascere negli anni precedenti molte strutture difensive. Nella storia militare la conca di Tirano ha sempre avuto una notevole importanza strategica. Qui infatti si incrociano gli assi di comunicazione che provengono dal Lario e dalla Valtellina medio-inferiore, quelli che scendono dal passo del Bernina e dalla valle di Poschiavo, quelli che risalgono il corso dell’Adda verso i passi che immettono in Bassa Engadina e in Alta Venosta, ed infine verso sud-est quelli che transitano per l’ampia zona distesa tra i passi del Mortirolo e dell’Aprica. Non per nulla Tirano fu, assieme a Chiavenna, l’unica città murata della provincia di Sondrio. Non meraviglia quindi che sin dall’unità d’Italia si pensasse di fortificare la zona, erigendo un campo trincerato allo scopo soprattutto di sbarrare lo sbocco della valle di Poschiavo, ormai da secoli sotto il governo grigionese, nonché di interdire ad eventuali avversari il transito rotabile dell’Aprica. Quando i rapporti con l’impero austro-ungarico divennero sempre più tesi il forte fu celermente realizzato nel periodo 1913/14.
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