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| Eventi Eventi-Manifestazioni di Aprica e dintorni |
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#1 |
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Collaboratori
Data Registrazione: 19-05-05
Messaggi: 5.781
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Giovedì 6 agosto, nel giardino di fronte all’hotel Urri, si conclude “Di fuoco e acqua”, la minirassegna sugli elementi promossa da abriga.it. Dopo le poesie sul tema del fuoco interpretate con l’accompagnamento dell’arpa nella contrada S. Maria, ora tocca all’acqua.
La serata sarà impostata in modo diverso questa volta. Ci sarà la poesia, ci sarà la musica (percussioni), ma ci sarà anche la danza ad accompagnare, completare o astrarre il percorso sull’acqua. Le poesie proposte sono tratte dalla “Opera sull’acqua” di Erri De Luca. Si tratta di testi forse non semplici, ma carichi di significato. Abbiamo pensato di proporne qualcuno alla vostra lettura sul forum, giorno per giorno, per familiarizzare con il contenuto del componimento, sicuri che questo possa essere considerato un avvicinamento interessante e stimolante alla serata. Vento di Le acque dormivano all’infinito fermo. L’ebraico antico scrive il primo vento con un verbo di ali: merahèfet, strascico di Elohìm sopra le acque. Aizzava i volti: vortici, ondate, spruzzi e dopo il suo passaggio tornava la pianura, la notte incatramata. Arpa, cembalo, piffero: quale arnese da pesca del corallo sonoro accosta il marahèfet? Uno scirocco arso che succhia gocce dal sudore di schiene una falce che stramazza steli, un pettine su treccia, un ciottolo spiccato da una fionda, un succhio di poppante, lo schiaffo dell’aria tra lo scoppio e l’arrivo della granata in cortile? Sorda è la scrittura, tocca al musico, all’incudine d’argento del suo orecchio, avere la visione. Senza lucciola di sillaba vede musica al buio. Venga e sbatta le due selci contro, dia la scintilla al diapason, scateni la versione sonora del vento di Elohìm che si strofina sugli oceani neri. |
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