8) p.ta- pianificare la nostra pensione (in onda a Radio Più venerdì, 21 apr).
Toccare il punto economico del pensionato è rischioso e comunque non vorremmo nemmeno entrarci. E poi come arriva alla pensione, una persona? Uno può arrivare – ricco sfondato , o nudo e crudo - come si usa dire. E allora? Chi ci mette naso? Ma visto l’esperienza personale e del mondo che ci circonda, mi sento di dire una cosa; la pensione per grande o piccola è nostra, individuale e teniamocela stretta perché è il piedistallo sicuro che dovrebbe sostenerci in ogni situazione dal momento che ne beneficiamo in poi. Qualcuno potrebbe sorridere a questa mia affermazione, ma ricordiamoci che per diventare ricchi o perlomeno raggiungere una certa sicurezza economica, non basta una vita (fatte le eccezioni), ma per ripiombare nella povertà, specialmente ai giorni nostri, basta poco. Quindi fortunato chi arriva alla pensione con – del suo – e se la pensione non è che una goccia d'acqua, ma anche in quel caso, apprezziamola e mettiamola da parte, legandola al nostro nome e ben per tutti se non servirà. In ogni caso, da non metterla entro il calderone della famiglia, se non è strettamente necessario, anche perché i giovani, che comunque a quel punto dovrebbero aver trovato la loro sistemazione e essere indipendenti dai genitori, in caso di dissesto finanziario, hanno i tempo davanti per rifarsi ma l’anziano, no. E poi un domani, anche figli o nipoti che siano, nel caso, sono contenti di sapere che il proprio parente è finanziariamente in grado di affrontare gli imprevisti della vecchia che si sa, se si vive a lungo, è anche costosa. In ogni caso, la nostra pensione apprezziamola per quanto grande o piccola che sia. In fondo è un bene che ci entra sia che piova o faccia sole. L’abbiamo guadagnata ? è vero, ma io penso a mia mamma e a quelli della sua generazione, che pur avendo lavorato (e la ricordo quando tornava dal servizio in albergo) oltre che pensare alla famiglia numerosa e ancora aver lavorato nel vivaio, non percepiva una pensione, ma doveva far capo unicamente alla misera paga del capo famiglia. E poi? Non gridiamo tanto forte… la pensione è una esperienza dal secolo scorso e, con l’aria che tira, non è tanto garantita alle generazioni future. Quindi incominciamo per apprezzarla noi; tanta o poca che sia, è sempre una sicurezza che si spera, garantisca almeno il minimo vitale.
(riportata in
www.abriga.it)
Poesia – la presu l’e an post da tignì bu – (da “Fineströl”, pag. 59)
©Luisa Moraschinelli