La piattaforma del pensionato
5) p.ta - La fatica del dover decidere ogni volta – (in onda venerdì 31 marzo, a Radio Più)
Riprendiamo il discorso dall’ultimo incontro in cui, per esperienza personale, una inaspettata difficoltà, se così si può dire, incontrata da pensionata, è stato quello di dover decidere in ogni momento.
Pare impossibile! chi mai ci aveva pensato? Ti rendi conto che fino a quel momento, nella vita normale della tua giornata, quella fatica non c’era.
Infatti, al mattino era la sveglia, per solito a buttarti giù dal letto e poi, via, via, quasi senza renderti conto facevi tutte quelle azioni abituali, compreso il viaggio, a piedi, in macchina, o in corriera e in un tempo più o meno lungo, ti trovavi sul posto di lavoro quasi senza accorgerti. Giunto a destinazione, c’era qualcuno che ti incanalava o comunque tutto era predisposto per compiere il tuo dovere entro un processo di abituale produzione. Così per tutto il corso della giornata fino a rientrare a casa e anche li c’era già tutto predisposto per chiudere la giornata.
Da pensionato, acquistata la libertà, dopo i primi giorni di sfogo, di fare quello che non avevi mai potuto soddisfare a pieno, ti rendi conto che non puoi lasciarti a vivere, ma devi tu stesso pilotare il tuo tempo. Esperimenti che i desideri hanno pure i loro limiti. Quando hai dormito per una settimana dieci ore per notte, ti accorgi che sei, sette, bastano e il resto è persino fatica stare a letto e così via per tutte le cose.
A quel punto, già al risveglio ti trovi a decidere se alzarti o non alzarti, se a la tal ora o più tardi, se farti la pulizia personale e per bene o rimandare a poi, se uscire o metterti in poltrona e cosi ti rendi conto che è una fatica nuova quella di dover decidere per ogni tua azione; ancora, da decidere se portare avanti quel lavoretto incominciato o rimandarlo al pomeriggio, oppure al giorno dopo. E allora che fare per togliersi da quello stato di indecisione? Lo vedremo nel prossimo incontro.
Poesia – “al maridas l’e miga afari so, ma nos”, da “Fineströl, pag. 19
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