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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 13-07-15, 18:55   #1
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Predefinito Quando con il "fighel" ci si divertiva

Luigi Tempra, sindaco storico di Ponte in Valtellina, ai visitatori – una trentina quelli che si sono avventurati lungo la mulattiera per Roncale – ha mostrato una fotografia datata 1933: nell'immagine si vede la vecchia scuola di Ponte e, dietro, tantissimi campi coltivati a segale. Fino agli anni Sessanta questo cereale era coltivato a Ponte in Valtellina e, da un'indagine fra i presenti, l'impressione è che ai tempi potessero sfiorare i cento ettari il territorio seminato a segale. Oggi è solo un fazzoletto: poche migliaia di metri in località Roncale, piantati di recente.
Proprio per valorizzare le coltivazioni del passato - ma senza nostalgia - e per promuoverne ancora oggi la coltivazione, ieri si è svolta a Ponte la “Festa della mietitura”, promossa dal forno di Berola (che panifica solo con la farina prodotta a Teglio) e da “Il Ghiottone”. La manifestazione, arrivata alla seconda edizione, ha occupato l'intero pomeriggio con una prima parte in paese dove si è visitato il museo etnografico per una infarinatura – è il caso di dirlo – generale su attrezzi e informazioni del passato. Poi il folto gruppo (che nel frattempo ha visitato anche la cantina Le Strie) è partito a piedi alla volta di Roncale. La mulattiera – che merita essa stessa di essere percorsa – ha portato alla scoperta di questo campo sopra il borgo dove gli anziani di Ponte hanno dato dimostrazione della raccolta della segale dal campo utilizzando il falcetto e poi della battitura del cereale con quello che a Ponte chiamano “fighel”, un bastone che termina con una sorta di mattarello. Ci volevano forza e tenacia per continuare a spostare su e giù il “fighel” girando per due volte lo strato di segale fino a smistare il grano dalla paglia. I bambini – ma, a dire il vero, anche molti adulti - hanno osservato con curiosità questo procedimento che ora appare così lontano. «La coltivazione di questo campo può essere un primo esempio che possa essere seguito – ha detto Tempra -. Non possiamo pensare che il territorio venga lasciato andare. La segale è uno dei cereali con maggiore quantità di fosforo, oltre al valore nutritivo c'è quello economico che la coltivazione (alternata al grano saraceno o alla patata) potrebbe dare».
Dopo la merenda a base di piccoli frutti e pane di segale naturalmente, la meta successiva è stato lo spazio di fianco alla chiesa della Madonna di Campagna per la visita alle cantine Dirupi e, soprattutto, per la cena “Riscfood” fra tradizione e innovazione. Di gran classe il menù: dai pizzoccheri in foglia di verza ai taroz a pallini, dagli spiedini di polenta agli gnocchi di segale alla pancetta. Appesi alle pareti di questa struttura di proprietà comunale (che merita di essere valorizzata) i lavori prodotti per il concorso “MietitArt” come acquerelli che raccontano la mietitura, collage con i semi di segale, un'opera in legno che descrive una donna al lavoro.
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