Libri gratis? "Uno spreco"
Sta facendo discutere il piano del diritto allo studio del Comune di Tirano fra minoranze e maggioranza. Due i temi su cui il consigliere di minoranza, Marilisa Stoppani – con la condivisione anche dell’opposizione di Gianmartino Della Vedova – obietta: la somma di 25mila euro spesa dal Comune per pagare i libri di testo agli studenti delle scuole medie e l’introduzione di una nuova fascia Isee per le scuole dell’infanzia. «Sapevo dell’intenzione dell’amministrazione di pagare i libri di testo e, come già in campagna elettorale, non sono d’accordo – spiega Stoppani -. Con il piano del diritto allo studio si cerca di aiutare chi più ha bisogno, mentre ci sono famiglie che non hanno problemi ad acquistare i libri. La Regione offre come strumento la Dote Scuola per chi è in difficoltà e lo scorso anno 73 sono le domande presentate di cui 72 accolte. Ora semplicemente presentando scontrino e carta d’identità tutti si ritroveranno questa opportunità, anche chi non ne ha effettivo bisogno con il solo vantaggio per la Regione che non dovrà tirare fuori soldi. Al contrario lo fa il Comune». Parla di scelta politica il vicesindaco, Francesca Zucchetti, visto che si è deciso di dare un aiuto a tutti indipendentemente dal reddito, come già altri Comuni hanno fatto (ad esempio Aprica). «Della Dote Scuola solo il 20 per cento delle famiglie fruiva, ora l’80 per cento delle famiglie avrà un risparmio – afferma Zucchetti -. I voucher sono una soluzione ponte in attesa di poter procedere con il comodato d'uso gratuito dei libri di testo: per far questo bisogna interloquire con l'Istituto comprensivo ed in particolare con il collegio docenti affinché si opti per libri atti ad essere riutilizzati. Quando ci siamo insediati tali scelte erano già state assunte e di conseguenza per evitare spreco di risorse pubbliche abbiamo optato per il finanziamento di metà della spesa. Nostra intenzione è di fornire a tutti i libri di testo dietro presentazione di una cauzione. La spesa iniziale sarà più elevata (circa il doppio) ma verrà ammortizzata su più annualità».
Perplessità di Stoppani anche sull’introduzione di una fascia Isee per il pagamento della retta delle scuole dell’infanzia pari a 80 euro per chi non presenta Isee o chi ha un reddito superiore a 100mila euro (invariata la fascia di 65mila euro per chi ha un reddito fra 15mila e 100mila euro, dietro presentazione Isee). «La conseguenza con questo aumento, deciso senza consultare nessuno – dice Stoppani – è che le famiglie (circa 200) pagheranno 80 euro per non doversi impegnare nelle procedure per la richiesta dell’Isee». La ratio, secondo Zucchetti, invece è proprio quella di stimolare le famiglie a produrre l’Isee («anche perché quelle che superano i 100mila euro di reddito sono poche») in modo da poter raccogliere dati statistici utili a rivedere le fasce a vantaggio della cittadinanza.
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