Aumento della Tasi ed Edison ricorre
La società idroelettrica Edison ha fatto ricorso al Tar per la Lombardia contro il Comune di Piateda per ottenere l’annullamento della deliberazione di consiglio comunale del 29 aprile scorso sull’applicazione della Tasi (all’interno dell’Imposta unica comunale) con una maggiorazione dello 0,9 per mille alle società idroelettriche presenti nel territorio comunale di Piateda, nella fattispecie Edison proprietaria degli impianti di Venina e Scais ed Enel Green Power (con la centrale del Boffetto).
Un rapporto – verrebbe da dire – quello fra Comune di Piateda ed Edison che procede a colpi di azioni legali, visti i ricorsi che pendono ormai da anni da parte del Comune (e di molti altri Comuni della provincia) contro la società idroelettrica per i rimborsi ex Ici, ora Imu.
Questa volta è Edison che ha ritenuto ingiusto l’aumento deciso dall’amministrazione comunale e ha fatto ricorso per chiederne l’annullamento. Dal canto suo il Comune di Piateda ha ravvisato la necessità di costituirsi in giudizio, al
fine di tutelare i propri interessi e le proprie ragioni. «Non abbiamo fatto nulla di contrario alla legge – difende l’operato del Comune il sindaco, Aldo Parora -. La normativa dà facoltà ai Comuni di differenziare le aliquote, pertanto abbiamo applicato la Tasi alle categorie cosiddette “D” nel caso degli impianti produttori di energia idroelettrica con un aumento dello 0,9 per mille, oltre all’1 per mille previsto come aliquota base». Edison contesta l’aumento, non il pagamento della Tasi. In pratica questo incremento della tariffa (che è quindi dell’1,9 per mille) produce un maggiore gettito di 177mila euro, da dividersi fra Edison ed Enel Green Power (ma in maniera minoritaria per Enel Gp, che è titolare solo della centrale del Boffetto), che consente al Comune di Piateda di non applicare la Tasi per le prime case e, dunque, di esentare dalla gravosa tassa i cittadini. Il meccanismo è questo: l’amministrazione ha mantenuto l’aliquota dell’1 per mille per le abitazioni principali, ma con una detrazione di 200 euro, sufficiente affinché nessuna famiglia paghi la Tasi. «Abbiamo ritenuto giusto chiedere un sacrificio alle società idroelettriche – commenta il sindaco – a fronte dell’impatto che rivestono sul territorio, in modo che, in un momento difficile per le famiglie e di crisi generale, si potesse gravare meno sui cittadini». Ma Edison non ha ritenuto giusto questo aumento e ha fatto ricorso. Ora si attende la sentenza del Tar.
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