Aprica: cento cartelli per i padroni di cani
Cento cartelli per sensibilizzare i proprietari di cani ad essere educati e puliti sono stati posizionati ad Aprica. L’idea è di Tanino Armento, possessore di seconda casa ad Aprica da una decina di anni, nonché possessore di cane, che passeggiando per il paese e per i sentieri aveva riscontrato che molti proprietari per maleducazione lasciano sul terreno gli escrementi dei propri amici a quattro zampe. «Essendo un animalista convinto ma anche un amante dell'ordine, del rispetto dell'ambiente e del prossimo – racconta Armento -, ho deciso assieme ad una società amica di predisporre un cartello di sensibilizzazione per invitare i proprietari dei cani a raccogliere le feci dei propri amici. La società ha così preparato, su mio progetto, una ventina di cartelli a titolo gratuito che ho portato ad Aprica con l'intento di posizionarli in giro. Riflettendo sui cavilli amministrativi tipici della nostra amata Italia, prima di attaccarli ho deciso di contattare l'assessore Paolo Corvi del Comune di Aprica, per chiedere il nulla osta». L'assessore ha apprezzato l'idea ed ha deciso di portarla in giunta. L'iniziativa è stata approvata ed è stato chiesto al turista di personalizzare i cartelli con il logo del Comune e la sanzione amministrativa per chi sporca. Alla fine il Comune ha ordinato cento esemplari che sono stati posizionati sul territorio comunale riscuotendo un notevole successo. Il paese si presenta più pulito. Ci sono ancora trasgressori purtroppo, ma il segnale è stato forte. In aggiunta il Comune ha posizionato anche dispenser di sacchetti e cestini dedicati alle deiezioni canine. Ma non è finita. «Sempre passeggiando per Aprica ho riscontrato davanti al ristorante Firenze due ciotole per l'abbeveramento dei quattro zampe – prosegue Armento -. Ho ringraziato i proprietari per l'iniziativa promettendogli un cartello ad hoc in cui veniva richiamato addirittura un editto del 1877». Cosa che, sempre con la società amica, Armento ha fatto gratuitamente ed il cartello attualmente è in bella mostra all'ingresso del ristorante come segno di amicizia e disponibilità verso i cani. Vedendo il cartello altri esercenti lo hanno chiesto. «In un momento in cui il turismo è in flessione – conclude - sapere che ci sono locali "pet friendly" può essere un segnale positivo che si contrappone alle squallide ed odiose vetrofanie "Qui non posso entrare". Solo come esempio cito un singolare divieto di accesso ai cani, presente in una traversa di via Europa, che mi sarebbe piaciuto sostituire polemicamente con quello di divieto agli umani maleducati….».
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