Patata blu, anguria di montagna: nuova frontiera dell'agricoltura
Una tale partecipazione, probabilmente, neppure l’associazione culturale Punto.Ponte se l’aspettava. E, invece, una quarantina di giovani, per lo più agricoltori, sotto i 30 anni, con una frangia di giovanissimi, provenienti da Ponte, Chiuro, Tresivio, ma anche dalla Valtartano e dal Sondriese, ha raccolto l’invito a parlare di agricoltura del futuro e a mettersi in gioco.
Proposta di Punto.Ponte quella di poter coltivare biodiversità, biologico e prodotti di nicchia su appezzamenti di terreni vicini in modo da incentivare anche una forma di “economica della solidarietà”, con la garanzia che l’associazione con i suoi ristoratori ritirerà una parte della produzione. Questo, in sintesi, il progetto che Punto.Ponte ha presentato ai giovani che si sono mostrati interessati a testimonianza del forte richiamo alla terra che oggi sussiste in provincia di Sondrio. «C’è una domanda di prodotti che vertono sulla biodiversità alpina, che facciano riferimento alla storia del territorio – hanno fatto presente alcune anime dell’iniziativa fra cui Gianmario Folini, Renzo Erini, Cleto Della Valle di Ponte insieme a Patrizio Mazzucchelli di Teglio e Peter Moltoni di Villa -. Ma ci sono anche cercatori di nicchie che possono essere soddisfatti. La nostra proposta è quella di coltivare la fascia altimetrica non occupata dai meleti - anche perché non avrebbe senso fare del biologico vicino alle zone trattate con fitofarmaci -, terre marginali destinate all’abbandono o già abbandonate su cui intraprendere un ragionamento diverso». Punto.Ponte accompagnerebbe gli agricoltori nel percorso produttivo a partire dall’approfondimento di questi temi (l’occasione saranno i due seminari del 22 e 23 febbraio sulla filiera territoriale e sulla rete del valore) alla coltivazione su terreni il più possibile concentrati in modo che i coltivatori non siano lasciati soli e possano aiutarsi a vicenda (ad esempio quando uno di loro va in vacanza).
Ma cosa verrà seminato? Si va dal grano saraceno e segale antica, elementi fondamentali della filiera territoriale per i quali è garantita la domanda del mercato locale, alle nicchie come l’anguria da montagna, per fare un esempio, ideale per le marmellate, alla biodiversità come il mais nero da pop corn, le patate blu, le essenze di lavanda. Ruolo importante per le ortive, ovvero le piante da orto (tante le richieste per una buona cicoria da accompagnare agli sciatt…).
A fine mese si terrà un secondo incontro per fare il punto, capire chi sia intenzionato a partire e se già dispone di terreni. Nel frattempo Punto.Ponte sonderà la disponibilità di qualche proprietario terriero di Ponte. Dopodiché si parte.
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