Mensa a Tirano nel polverone
Contestazione da parte del gruppo misto di Tirano alla decisione della giunta comunale di far pagare la mensa scolastica per il 91% dai genitori e di prevedere le agevolazioni “solo” per le famiglie con reddito inferiore a 3mila e 6mila euro.
Nella seduta del consiglio comunale del 28 settembre è stata approvata la disciplina generale delle tariffe per la fruizione del servizio mensa demandando alla giunta le quote di contribuzione in base alle fasce Isee. In tale occasione il gruppo di minoranza si era favorevolmente espresso perché, da quando era entrato a far parte del consiglio comunale, auspicava l’applicazione dei parametri Isee alla quota pasto degli alunni che usufruiscono del servizio mensa e che finora era a stabilito a quota fissa. «Di fatto ci rincresce – fanno sapere ora Giovanni Marchesi, Daniele Pola, Egidio Trisolini - constatare che se nella delibera di consiglio si parlava di copertura della spesa a carico degli utenti di “almeno il 60%”, mentre nella seduta di giunta inerente le modalità del servizio mensa, la copertura della quota da ottenere mediate gli introiti degli utenti è divenuta “circa il 91%”. Non sono state modulate le tariffe secondo una logica di equità e di progressività, come in consiglio affermato, ma sono state introdotte agevolazioni solo per “situazioni di grave difficoltà”, prevedendo due sole agevolazioni per nuclei con reddito Isee inferiore a 3mila o 6mila euro». «Chiunque può effettuare una ricerca tra i vari comuni e verificherà che normalmente vengono previste più fasce – aggiungono i consiglieri -. Certamente una diversa modulazione delle medesime avrebbe comportato un maggior impegno per le casse comunali». Il gruppo misto ricorda a tal proposito che nella stessa sera in cui la giunta ha fatto queste scelte, in consiglio comunale la maggioranza ha approvato una variazione di bilancio di 175mila euro (seppur per capitoli di spesa diversi) per ulteriori lavori in piazza Unità d’Italia. «Non ci si può richiamare pertanto a ristrettezze di bilancio – lanciano una stilettata i consiglieri -, ma solo alla precisa volontà politica di scegliere che tipo di servizio voler dare ai propri cittadini. Crediamo che in questo momento di difficoltà si poteva obbiettivamente fare di più per le famiglie a basso reddito, invece con le scelte fatte dalla giunta, a titolo esemplificativo una famiglia di 4 persone con unico reddito di circa mille euro mensile netto, senza beni mobili e immobili ma senza affitto, in base alle simulazioni reperibili sul sito dell’Inps, è fuori dalle fasce previste dal Comune di Tirano e pertanto paga il prezzo pieno».
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