Ex cinema Italia: torna la soluzione Ciapparelli
Torna in auge la “soluzione Ciapparelli”, se così possiamo chiamarla, per il rilancio dell’ex cinema Italia a Tirano. Il nuovo comitato di gestione della fondazione Camagni, presieduto dal livignasco Narciso Zini, ha deciso di incontrare agli inizi di ottobre l’imprenditore Giandomenico Ciapparelli per «vedere di trovare una soluzione equa – come dice il presidente – alla vicenda della compravendita dell’ex cinema Italia. Cercheremo di capire se l’imprenditore è ancora interessato all’acquisto ed, eventualmente, concorderemo con lui le modalità».
Dunque si ritorna da capo. «E’ l’unica soluzione che abbiamo davanti – prosegue Zini -. D’altra parte Ciapparelli aveva vinto il bando. Resta da capire perché l’operazione poi si fosse bloccata». L’incontro è fissato fra qualche giorno, per l’esattezza agli inizi di ottobre. Una priorità, quella del nodo del cinema di piazza Marinoni, per la Camagni, in quanto «la sua vendita è fondamentale per poter ristrutturare la sede storica della fondazione in via Visconti Venosta a Tirano e dare ad essa una funzione sociale come si prevede negli scopi dello statuto». Oltre all’alienazione del fabbricato in centro città, la Camagni intende vendere anche l’ex colonia di Trivigno. Una volta che si saranno liberate le risorse necessarie per mettere mano al palazzo del centro storico di Tirano, la Camagni procederà su questa strada.
Ma cosa diventerà esattamente l’edificio di via Visconti Venosta? Il comitato di gestione intende raccogliere le diverse ipotesi di progetto formulate in questi anni, da quella della Comunità montana di Tirano per un ostello della gioventù (poi saltata per via dell’annullamento dei contributi) a quella di Ercole Piani per una struttura per i giovani in difficoltà. La fondazione è intenzionata a fare una “sintesi” per realizzare un servizio a favore sia degli studenti sia del mondo giovanile in genere. «E’ necessario allestire degli spazi per l’accoglienza degli studenti che devono sobbarcarsi diversi chilometri per raggiungere la sede delle lezioni. Gli istituti scolastici sono costretti a chiudere se vengono meno i numeri di frequenza – commenta ancora Zini -. E poi in Alta e Media Valle non abbiamo strutture per ospitare i ragazzi con complicanze famigliari, costretti perciò a spostarsi al di fuori del proprio nucleo sociale».
A questo punto non resta che aspettare gli inizi di ottobre per capire se la vicenda, ormai arenata da tempo e motivo delle dimissioni di alcuni consiglieri che hanno portato al rinnovo del comitato di gestione, possa imboccare la strada giusta. A giovare in tal senso il «clima di collaborazione» che si è instaurato all’interno del comitato formato, oltre che da Zini, da Annamaria Saligari, Fabrizio Rossatti, Egidio Trisolini e Barbara Silvestri.
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