Ritorno dei guanelliani a Tirano: è festa
Legame forte fra Tirano e i seguaci di santo Luigi Guanella che fino al 2000 hanno gestito il santuario della Beata Vergine e il centro educativo San Michele. In occasione dell’esposizione delle spoglie del santo valchiavennasco, è stata ripercorsa la storia di questo rapporto in una giornata di festa che ha visto protagonisti i ragazzi disabili della Cooperativa San Michele, le loro famiglie, gli operatori e i guanelliani in visita a Tirano. Don Carmelo Sgroi, ultimo direttore del centro per disabili e ultimo rettore del santuario prima dell’arrivo dei religiosi diocesani, ha celebrato nel pomeriggio di mercoledì una messa al santuario in cui ha parlato di don Guanella, ricordando anche quanto fosse devoto alla Madonna. Don Luigi, infatti, a Tirano è venuto molte volte e ha detto messa al santuario. Ma sono stati poi i suoi seguaci ad aver inciso nella storia tiranese. «I guanelliani arrivarono a Tirano nel 1975 in sostituzione dei Servi di Maria che gestirono il santuario per un cinquantennio – racconta Enzo Attisani, direttore dell’attuale Cooperativa San Michele -. Il Comune di Tirano aveva il diritto, d’accordo con il vescovo, di affidare ad ordini religiosi la gestione del santuario, chiedendo qualcosa in cambio a beneficio della comunità. Ai guanelliani chiesero di ristrutturare l’edificio del San Michele e avviare opere sociali». I guanelliani investirono un miliardo delle vecchie lire per riqualificare il palazzo, non annesso al santuario, ma in funzione del santuario, visto che accoglieva i pellegrini dal XVII per quattro secoli. Iniziarono anche l’opera sociale accogliendo 40-45 disabili nel Cse, Centro socioeducativo e che ora si chiama Centro diurno per persone con disabilità. «Scaduta la convenzione – prosegue il presidente -, nel 2000 il Comune, in accordo con l’allora vescovo di Como Alessandro Maggiolini, arrivarono a cedere il diritto di nomina dei rettori, risalente addirittura al ‘500, alla Curia che ha ritenuto opportuno non affidare a nessun ordine la gestione del santuario, ma ai preti diocesani. A quel punto gli operatori e le maestranze del San Michele hanno ritenuto, per una continuità nei confronti dei ragazzi e loro professionale, di fondare nel 2001 la Cooperativa San Michele». Si capisce, dunque, il legame instauratosi negli anni e ancora vivo fra i guanelliani e la cooperativa di Madonna, oltre che fra i famigliari e gli utenti. Per celebrare questo rapporto, nel palazzo di fianco alla chiesa, è stata allestita una piccola mostra con fotografie e pensieri dei disabili che racconta delle attività, dei viaggi, degli incontri e delle feste di quasi un quarantennio.
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