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Genere Storico-biografico Anno pubblicazione 2011 Numero pagine 192 Dimensioni 20x30 cm Casa editrice |
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“La dimostrazione d’onore escogitata dai Cortenesi per me rappresenta un premio non meno gradito di quello conferitomi a Stockholm!”. Sono parole pronunciate a Corteno da Camillo Golgi, il primo Nobel italiano e gloria della scienza italiana, nel suo lungo discorso del lontano 9 agosto 1908, in occasione delle onoranze celebrate “nel di Lui onore” su iniziativa del Comitato comunale di allora. “Con la pubblicazione di quest’ultima fatica di Stefanini – scrive il sindaco nella presentazione – l’Amministrazione Comunale intende proseguire nella difficile opera di raccolta, catalogazione e valorizzazione di tutta la documentazione golgiana. Abbiamo condiviso con l’autore la necessità e l’utilità di questa raccolta di scritti e documenti non ancora divulgati e dunque sconosciti ai più. Si tratta di una integrazione che desidera non solo riconfermare il doveroso omaggio al suo sommo concittadino, al “padre delle moderne neuroscienze”, ma che ambisce anche ad approfondirne la conoscenza. La conoscenza dell’assiduo frequentatore e benefattore, che in questo caso si traduce anche nella maggior conoscenza dell’Uomo. Si tratta di un’opera che ben si collocherà in un recente ambizioso progetto, l’Ecomuseo della Resistenza, con sede presso il Museo Golgi, che oltre alla nostra Amministrazione, la quale lo ha fortemente voluto e che ne ha la titolarità giuridica, vede coinvolte le Amministrazioni di Aprica, Edolo e Monno e ha l’adesione delle Fiamme Verdi. Recentemente approvato dalla Regione Lombardia, sarà lo strumento e il contenitore delle tradizioni della cultura e della storia materiale ed immateriale delle nostre Genti.” Dal canto suo, lo storico Mimmo Franzinelli scrive nella prefazione al volume: “Golgi, un profeta in patria? La monografia assemblata da Antonio Stefanini con una varietà di interessanti documenti d’epoca ci mostra, in effetti, un Camillo Golgi riverito e onorato dai suoi concittadini, a riconoscimento di un’esistenza dedicata agli studi scientifici e coronata dal Premio Nobel. Golgi occupa oggi in alta Valcamonica il posto che gli compete tra i grandi personaggi che hanno dato lustro alla comunità. Il recupero della sua memoria è il risultato di un costante impegno culturale che ha come fulcro il suo paese natale, dove gli è stato dedicato un museo e si sono pubblicate monografie su specifici aspetti della sua figura. La comunità di Corteno Golgi ha preservato e valorizzato un importante tassello della propria identità culturale, grata all’illustre concittadino che – come attesta questo libro – serbò per la sua terra sentimenti di affetto e gratitudine.” Per altre notizie sui contenuti si rimanda alla premessa dell’autore in calce al presente comunicato. A mio parere, un museo come quello dedicato al primo Nobel italiano – che Corteno ha avuto la ventura di veder nascere e crescere “fino quindicenne” nel suo centro storico – non può non disporre di tutti i materiali, scritti in particolare, inerenti i rapporti del grande scienziato con la terra natale. Un presente senza documentata memoria – tutta la memoria possibile – è infatti un presente più povero e non vale a renderlo ricco alcun colorato o rumoroso evento basato sulla rievocazione superficiale. È con questi intenti che, di buona lena, mi son messo sulle tracce di alcuni spunti biografici incrociati nel corso della preparazione del mio Camillo Golgi, il Nobel nato tra i monti (La Compagnia della Stampa, 2006) e li ho man mano approfonditi. Siccome da cosa nasce cosa, seguendo nuove tracce rinvenute negli scritti conservati a Pavia (quasi tutti autografi e non di rado d’assai ardua lettura), ho poi trovato anche dell’altro. Ma andiamo per ordine. Dal secondo capitolo inizia la parte inedita e praticamente sconosciuta del Golgi cortenese. Vi sono narrate per documenti le “onoranze” al Nobel, culminate il 9 Agosto 1908 con la grande festa che la comunità di Corteno organizzò “in di Lui onore”. Il carteggio golgiano riguardante la vicenda della tramvia/ferrovia Edolo-Tirano via Corteno e Aprica, che occupa il terzo capitolo, è indubbiamente anch’esso molto interessante. Si vagheggiava dell’interessamento di Golgi per l’avveniristica opera, ma ancora non erano note con precisione l’entità e l’intensità del suo duraturo impegno in tal senso. Un impegno che lo portò a scrivere una trentina tra lettere e missive di vario genere sull’argomento. La principale lacuna del carteggio sta nel fatto che è quasi a senso unico: non ci sono le risposte degli interlocutori, tranne in rari casi. In particolare mancano le lettere a Golgi dell’Ing. Alessandro Caré, delegato della Buss e interlocutore primario del senatore-Nobel. Un’ipotesi è che le missive indirizzategli dal rappresentante della società svizzera di costruzioni ferroviarie siano state ritenute di scarso interesse per la biografia dello scienziato e quindi separate da quelle considerate degne di donazione all’ateneo pavese da parte degli eredi. Il Nobel (o forse la moglie Lina) conservò comunque le minute delle proprie lettere nonostante l’epilogo del tutto deludente del lungo lavoro politico, spesso sotterraneo, a sostegno dell’iniziativa. Sono presenti sull’argomento, al contrario, rare lettere a Golgi di personaggi noti, quali il ministro Luigi Credaro, parlamentari, ecc. Il quarto capitolo è, giocoforza, privo di documenti golgiani diretti, ad eccezione di quelli di una discendente: la nipote Carolina Golgi. Esso ricostruisce, infatti, la storia dell’aggiunta del celebre cognome al Comune di Corteno, iniziata nei primi anni 1950 e conclusa felicemente nel 1956, trent’anni dopo la morte dello scienziato e cinquanta dopo l’assegnazione al medesimo del Nobel per la Medicina o Fisiologia. Nel quinto e ultimo capitolo ho riportato una breve, ma significativa serie di documenti e missive poco o per nulla conosciuti, alcuni di sicuro interesse. Quanto raccolto, ricostruito e nei limiti del possibile spiegato nelle pagine seguenti, ci restituisce un Camillo Golgi ancora più umano di quanto lo conoscevamo. |
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Bibliografia
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