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Calzavamo scarpe chiodate
di Antonio Stefanini


Genere Storico-fotografico
Anno pubblicazione 2007
Numero pagine 297
Dimensioni 29 x 21 cm
Casa editrice
Costo 25 euro


Luoghi, persone, mestieri, eventi, documenti: sono soltanto alcuni degli argomenti che costituiscono i venti capitoli del nuovo libro storico-fotografico dedicato alla valle di Corteno confinante con Aprica. In realtà il libro “Calzavamo scarpe chiodate” di Antonio Stefanini, autore già noto per la biografia dedicata al Nobel Camillo Golgi uscita nel 2006, spazia un po’ oltre i confini della valletta che da Aprica scende a Edolo, iniziando il suo “viaggio nella memoria” dalla media Valtellina e terminandolo con la medio-alta Valcamonica. E proprio la carenza di ricerca iconografica ha permesso a Stefanini di recuperare copioso e bellissimo materiale fotografico, praticamente tutto inedito. Un materiale che, sebbene ordinato dall’autore con criterio geografico nella prima parte (i luoghi) e con criterio logico nei capitoli della seconda parte (la vita), deborda ogni tanto qua e là per la sua straordinaria abbondanza e irriducibilità agli schemi prefissati. Si tratta di fotografie in bianco e nero che narrano del passato, ma lo fanno senza retorica – come si evince anche dalle asciutte didascalie – riportando semplicemente alla luce il mondo locale dell’800-900, mondo che è stato impercettibilmente, ma inesorabilmente sepolto, anno dopo anno, decennio dopo decennio. Le fotografie trovate con pazienza danno quindi il senso di un puro scavo archeologico, né più né meno. E, visto il risultato, è sicuramente con questo spirito che le ha prima cercate e poi trattate l’autore: come qualcosa che, pur caro poiché appartenuto agli avi di poche generazioni fa, era prima di tutto da definire e catalogare con la massima precisione possibile, senza facili indulgenze sentimentali. Una serie almeno, quella del capitolo dedicato a Galleno, rasenta addirittura l’affresco sociologico. “Calzavamo scarpe chiodate” non ha la pretesa di essere un libro necessario alla storia, forse nemmeno a quella locale, ma sa senz’altro parlare all’animo di chi vive qui e a quanti hanno ormai abbandonato la valle per emigrare. Oltre che a tutti coloro i quali amano le genuine testimonianze delle radici culturali dei popoli alpini. «Credo che ricordarsi ogni tanto di come eravamo – scrive l’autore - possa ispirare positivamente nella possibile scelta di come saremo; il semplice scopo di questa pubblicazione è quello di ricordarlo alla mia generazione e di testimoniarlo a quelle più giovani».
 
 
Bibliografia
 
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