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Adìo bèl tép
di Antonio Stefanini


Genere Vocabolario
Anno pubblicazione 2008
Numero pagine 400
Dimensioni 24 x 17 cm
Casa editrice Poletti Villa
Costo 23 euro



Da sempre è un amante della lingua e delle mutevoli e numerose sfaccettature che essa presenta. Tanto da studiarla, compararla, analizzarla. Per arrivare ad un prodotto finale: un nuovo vocabolario in cui i dialetti cortenese e aprichese si confrontano. E’ il nuovo lavoro di Antonio Stefanini, intitolato “Adìo bèl tép”, che riguarda i dialetti di due località : Aprica e Corteno Golgi. Nel complesso quadro della posizione dialettale valtellinese, dove accanto ad innegabili tratti linguistici che la collegano direttamente con il comasco e il milanese sono presenti in molte parlate della media valle importanti fenomeni caratteristici del lombardo orientale, la parlata di Aprica assume una grande importanza ai fini di una migliore conoscenza dei rapporti fra le due sezioni dialettali della Lombardia. La documentazione raccolta da Antonio Stefanini fornisce in tal senso un prezioso contributo. «Altrettanto e forse più importanti sono i dati relativi al dialetto di Corteno – fa sapere l’autore -, che forniscono per la prima volta una documentazione significativa su una parlata finora pochissimo conosciuta, ma di grande interesse nel variegato e complesso panorama dei dialetti alto-camuni, un’area linguistica fortemente periferica rispetto al modello dialettale bresciano e che mostra sensibili differenze anche nei confronti della media e bassa Val Camonica, mentre è al contempo caratterizzata da un’ampia presenza di tratti, specialmente a livello fonetico e lessicale, che la mettono in più stretto rapporto con le valli dell’Adda e del Noce. Un capitolo di particolare rilevanza è quello delle concordanze fra i due dialetti, non tanto riguardo ai tratti che essi hanno in comune in quanto entrambi dialetti lombardi, come la caduta di r negli infiniti dei verbi da lat. –are (cantà) e –ire (finì), oppure in quanto dialetti nord-italiani, come la quasi assoluta assenza di consonanti geminate (gat, bàsa, càna, ecc.), ma per fenomeni che, in generale, distinguono il lombardo orientale dal lombardo occidentale». Si può dunque sostenere che le parlate di Aprica e di Corteno si trovano all’interno di una evidente area di transizione non solo tra dialetti valtellinesi e dialetti camuni, ma anche in buona misura tra lombardo occidentale e lombardo orientale. Un territorio i cui precisi confini sono ancora da definire, soprattutto sul versante valtellinese, ma la cui esistenza è certamente da ricondurre anche alla presenza di un collegamento naturale come il Passo Aprica. Bisognerà naturalmente estendere l’indagine anche oltre i dialetti aprichese e cortenese, ma intanto l’ampio materiale messo a disposizione degli studiosi dal paziente lavoro di raccolta condotto da Antonio Stefanini rappresenta un importante punto di partenza. Rendono più accattivante l’opera oltre quattrocento fotografie, la maggior parte con doppia didascalia contenente il lemma relativo in grassetto nei due dialetti. Interessanti anche le tavole delle coniugazioni di oltre venti verbi tra i più usati, un repertorio Aprichese-Cortenese, un elenco di toponimi e nomignoli familiari e altre appendici.
 
 
Bibliografia
 
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