"Ecco,il riccio si chiude.Teniamolo aperto.
Non nascondiamoci dietro un dito, faremo un torto a chi ci ha dato gli occhi per vedere. Quando ci conviene mischiamo Aprica/Corteno (vedi tabella statistica Lorenzo del 9.9.2010) viceversa quando la "natura" si accende, ognuno parla x conto "suo". Ma cosa sarebbe Aprica, senza l' apporto "territoriale-economico-commerciale" di Corteno??
E' pur vero che la situazione territoriale/paessaggistica di Aprica oggi, (domani con "zona tennis-AlbergoAprica e Val Belviso" non so), è migliore rispetto al passato. Ma cosa c'è da peggiorare ad Aprica visto che di territorio libero (escluso il fazzoletto giostre che "pare" edificabile) ne esiste pochissimo?? Ovviamente, si potrebbe abbattere la montagna, come già succede,
per far posto alle costruzioni invendute. Si invendute, informarsi x credere.
Sorge spontanea la domanda: perchè si costrisce per NON vendere?? E perchè e chi autorizza tutto questo?? Forse x gli oneri che il Comune incasserà?? Forse x far piacere agli amici?? Forse x fare emergere fenomeni altrimenti impossibili da collocare?? Qualcuno ha la chiave di risposta???
E quando tutto sarà svalutato perchè il mercato non prenderà più case? Chi se ne frega. Il danno ormai è già stato fatto e i gonzi saranno serviti.
Ecco, da dove nascono le preoccupazioni dei "compratori investitori" che lo fanno (a mio avviso) x molte ragioni differenti e differenziate rispetto a quelle qui attribuite. Pertanto, a nulla serve "chiudersi in casa", anzi, guardiamo avanti nella speranza che i comuni: Aprica-Corteno-Teglio e Villa di Tirano si mobilitino per intraprendere iniziative comuni, se non unitarie, per rilanciare territorio-paesaggistica-confini e relazioni economiche, affinchè la visuale di 40 anni fa,(quando Aprica era un "passo" e Teglio il Comune) abbia a modificarsi con la realtà territoriale sviluppatasi in questi tempi. In caso contrario altre realtà turistiche, con altre offerte più appetibili sormonteranno questi luoghi e allora.............saranno danni per tutti. Ovviamente non per i costruttori o per chi gli ha autorizzati al "saccheggio" sistematico del territorio, ora inerte a tutto ciò.
Movimentiamo allora le giovani e vecchie coscienze, nell' interesse comune, per costruire tutti insieme, con i fatti e poche parole, ognuno con le proprie competenze e funzioni, un grande territorio, oltre le provincie, che sappia accogliere quanti cittadini del mondo vogliano soggiornare-investire-vivere e altro ancora, in questa operosa e prospera, grande area.