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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 06-05-12, 19:22   #1
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Predefinito Mostra sul Futurismo a Tirano

«Bisogno furioso di liberare le parole, traendole fuori dalla prigione del periodo latino!… 1. – Bisogna distruggere la sintassi, disponendo i sostantivi a caso, come nascono… 2. – Si deve usare il verbo all’infinito … 3. – Si deve abolire l’aggettivo …».
Quanti non riconoscono in queste parole il “Manifesto tecnico” (1912) di Filippo Tommaso Marinetti che fissa le norme del “paroliberismo”? D’altra parte Futurismo fa rima con volontà dissacratoria, ostilità ad ogni passatismo e tradizionalismo, slancio vitalistico nuovo e pure aggressivo. I futuristi con l’obiettivo di rinnovare radicalmente la letteratura, l’arte e la cultura italiana ed europea hanno decisamente rotto i ponti con il passato, proponendo fra le altre cose un nuovo modo di pensare la letteratura e la poesia, che essi vollero moderna e rivoluzionaria non solo nei contenuti, ma anche e soprattutto nella forma, giungendo a creare volumi a stampa che sono autentiche opere d’arte, collocabili tra letteratura, arte visiva, grafica e tipografica.
Se ci mettiamo anche la possibilità di disporre subito di sessanta volumi tra i quali autentiche pietre miliari della letteratura e dell’editoria del XX secolo, molti dei quali con dedica autografa, oltre a riviste come l’importantissimo numero di “Poesia” che celebra ufficialmente la nascita del movimento marinettiano e numerosi documenti di vario tipo quali manifesti e volantini originali ed, infine, una cinquantina di lettere e cartoline di autori fascisti e articoli d’epoca, abbiamo il quadro dell’importanza della mostra che ieri è stata inaugurata a palazzo Foppoli a Tirano. “Segno+Ritmo+Scrittura. Da Marinetti a Boccioni, da Palazzeschi a Depero” – questo il titolo – vuole essere un omaggio all’editoria futurista che ha segnato la storia dell’editoria d’artista e, più in generale, dell’intero XX secolo.
I volumi sono generalmente conservati a palazzo Grana – Pievani, già sede della biblioteca tiranese dagli anni Settanta al Novanta. Fino a questo momento, però, l’entità numerica e qualitativa della raccolta non era ancora emersa con chiarezza, da un lato perché i libri non sono mai stati raccolti in un unico “fondo futurista” unitario, dall’altro perché sono rimasti rintracciabili solo attraverso il catalogo a schede cartacee consultabili in biblioteca. Per supplire a tali limiti, a completamento e coronamento della mostra i volumi saranno raggruppati in una sola collazione, che sarà resa accessibile attraverso i moderni strumenti informativi offerti dagli opac locali e da sito internet www.futurismotirano.it. La parte più consistente dei volumi proviene dal lascito della tiranese Maria Pievani, che negli anni Settanta ha inteso donare al suo paese natale le rilevanti biblioteche costruite dal marito Paolo Arcari e dalla figlia Maria Paola, per un totale di 16mila libri, oltre all’archivio della corrispondenza indirizzata all’Arcari. Successivamente un secondo nucleo di volumi futuristi – meno corposo, ma di pari qualità – è stato acquisito dalla biblioteca attraverso la donazione di Luigi Bracchi, pittore tiranese che volle lasciare al Comune di Tirano la propria biblioteca casalinga. Infine completano la collezione alcuni libri provenienti dal lascito del bibliofilo Italo Vittorio Lambertenghi, che integrano i due fondi di maggior rilievo.
La mostra - curata da Paolo Sacchini con progetto grafico di Simone Ronzio, allestimento di Ronzio e Alex Bombardieri - è articolata in quattro sezioni. La prima è dedicata al decennio che precede la nascita del Futurismo e si apre con La conquête des étoiles, il primo volume di Marinetti che giunge tra le mani di Arcari. Nella seconda sezione, sulla nascita ed evoluzione del movimento, si trovano lo storico numero di “Poesia”, volumi dei primi anni fra cui la versione italiana di Mafarka il futurista, romanzo del 1910 ritirato dal commercio per oltraggio al pudore. La terza sezione approfondisce gli svolgimento del Futurismo nel corso degli anni Venti. L’ultima parte, infine, riguarda l’ultimo scorcio del futurismo, con i volumi raccolti da Arcari e quelli di Regina.
Una mostra da “gustare” con gli occhi… in pieno spirito futurista.

Abbinati alla mostra su carte e libri futuristi a Tirano ci sono anche alcuni incontri che la biblioteca Arcari propone. Il primo sarà venerdì 11 maggio (alle 21) e sarà tenuto da Alberto Gobetti su “Non voglio più essere ciò che sono”, la sfida futurista alla “Italietta” di Giolitti (1909-1918). Il 25 maggio, sempre di venerdì e sempre alle 21, Paolo Sacchini, curatore della mostra e scopritore dell’eccezionalità del fondo, parlerà invece del Futurismo 1909-1944, la prima Avanguardia. Il 1° giugno toccherà, infine, a Mattia Agostinali soffermarsi sul cinema futurista e le Avanguardie.
In collaborazione con Artebambini di Bazzano (Bologna) il 23 giugno si terrà la giornata di studio operativo per insegnanti, bibliotecari, librai e genitori sul Futurismo che vedrà gli interventi del pedagogista Mauro Speraggi su “Leggere l’arte”, di Paola Carcià sulla didattica dell’arte. Hans Hermans proporrà, ispirandosi alla tavola tattile Parigi Soudan di Marinetti, la costruzione di un racconto sensoriale che procede per accostamenti materici. Speraggi, invece, parlerà di parole in libertà, per finire Ciarcià condurrà nella costruzione di un libro imbullonato, prendendo come spunto il libro di Depero dalla particolare rilegatura con bulloni di alluminio. Info: artebambini@tiscalinet.it, tel. 051830990.


La mostra resterà fino al 24 giugno da martedì a sabato 12-18.30, domenica 10-18.30, al mattino su appuntamento (scuole, singoli e gruppi), lunedì chiuso. Info e prenotazioni alla biblioteca Arcari tel. 0342/702572, biblioteca@comune.tirano.so.it.
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