La Grande Guerra in Valtellina
Si concentrerà sulla Grande Guerra in Valtellina il prossimo incontro promosso dalla libreria Il Mosaico di Tirano nel ciclo dedicato al centenario dell'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale. Mercoledì 8 luglio ospite sarà Nemo Canetta. «Nel primo incontro si era parlato dell'organizzazione militare in Valle, della presenza dei soldati, della strutturazione dei reparti e dei principali fatti militari occorsi sulla frontiera col Tirolo fra il 1915 e il 1918 – spiega il libraio intellettuale, Alberto Gobetti -. Nell'incontro di mercoledì scorso, in presenza di due storici svizzero-ticinesi (Maurizio Binaghi e Roberto Sala), si sono gettate le basi per meglio comprendere quanto Nemo Canetta andrà a spiegare e approfondire: si è parlato, cioè, di come i giochi di guerra avessero spinto lo stato maggiore svizzero a preventivare un attacco all'Italia attraverso la Valtellina, allo scopo di assicurare la neutralità svizzera, minacciata dall'irredentismo (che ambiva ad annettere all'Italia il Ticino, Poschiavo e la Mesolcina) e dal nazionalismo imperialista. Contro queste minacce, lo stato maggiore italiano oppose un vasto programma di opere difensive, realizzate fra il 1914 e il 1917, comprese sotto il nome di "linea Cadorna"». L'intero fronte settentrionale lungo il confine svizzero, dalla valle d'Aosta al Trentino, conobbe un'eccezionale infrastrutturazione militare, coprendosi di forti, casematte, caserme, trincee, strade e ponti atti al traffico pedonale e automobilistico. E proprio all'insieme di queste opere, al loro significato e al loro uso sarà dedicata la serata di mercoledì. La relazione sarà corredata da immagini d'epoca e cartine illustrative che aiuteranno gli intervenuti a prendere contatto coi luoghi e le situazioni di quella drammatica epoca. L'incontro inizia alle 20,30.
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