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Vecchio 19-12-12, 08:43   #1
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Predefinito Gli affreschi valtellinesi a Pisa

Dopo essere stati al Festival della Letteratura di Mantova grazie all’iniziativa dell’associazione Bradamante, gli affreschi in tema ariostesco della provincia di Sondrio approdano ora a Pisa alla mostra “Donne cavalieri incanti follia. Viaggio attraverso le immagini dell’Orlando Furioso” che la Scuola Normale di Pisa inaugura sabato 15 dicembre (aperta fino al 15 febbraio). L’iniziativa è della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano che ha concluso le riprese ad alta definizione degli affreschi, che riproducono scene del poema cavalleresco di Ludovico Ariosto, presenti in tre palazzi valtellinesi: palazzo Besta di Teglio di proprietà della Soprintendenza, Castel Masegra di Sondrio e palazzo Valenti di Talamona. «Dopo le due mostre tenute in questi anni, ci è sembrato interessante dare rilievo al ciclo di affreschi, anche fuori provincia sul territorio nazionale – spiega Silvia Zanzani, responsabile per la provincia di Sondrio della Soprintendenza -. Siccome già con precedenti studi avevamo collaborato con la scuola Normale di Pisa, abbiamo preso accordi per fornirle materiale per la mostra toscana, dove ci sarà una sezione dedicata al ciclo valtellinese». A Pisa si potranno osservare le immagini ad alta definizione, mentre schede e catalogo sono curati da Federica Caneparo. «Non abbiamo ancora valutato successivi sviluppi con una mostra in provincia – aggiunge Zanzani -, ma, ora che abbiamo il materiale completo, sarà più semplice e fattibile in tempi rapidi avere occasione di esporre». Tornando a Pisa, il contesto espositivo di San Michele degli Scalzi ospiterà le più significative edizioni illustrate dell’Orlando furioso, incisioni, stampe, oggetti d’arte e dipinti che hanno rappresentato personaggi ed episodi del poema. In particolare verranno esposte edizioni del Furioso pubblicate tra il XVI e il XX secolo, provenienti dai fondi antichi di biblioteche italiane, le cui differenti soluzioni grafiche hanno proposto vere e proprie interpretazioni del testo; due celebri tele secentesche, provenienti dalla Galleria Palatina di Palazzo pitti di Firenze, e due preziose maioliche del Cinquecento che per la prima volta sono visibili al di fuori dal Museo Statale di Arte Medievale e Moderna di Arezzo. La vitalità del poema nelle arti visive e performative sarà inoltre testimoniata da una varietà di materiali, che vanno dal teatro dell’opera dei pupi al celebre adattamento televisivo del Furioso di Luca Ronconi e Edoardo Sanguineti, dalla street art ai fumetti e alle edizioni per l’infanzia.
Un contributo alla visibilità data al ciclo ariostesco fuori provincia è stato dato dall’associazione Bradamante che, dopo aver incontrato Lina Bolzoni dall’Erc (European Research Council) al Festivaletteratura di Mantova, «si è adoperata, anche con la Soprintendenza, affinché il patrimonio locale facesse parte della mostra toscana - spiega la presidente Silvana Onetti -. Si tratta degli affreschi su cui l'associazione ha progettato di costruire un itinerario turistico culturale. Ancora prima l’associazione Bradamante si è adoperata affinché la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano concludesse il progetto intrapreso nel 2008 per le riprese fotografiche in alta definizione degli affreschi ariosteschi valtellinesi, rendendole disponibili in questa mostra di respiro nazionale ed europeo». Una sinergia che si è attuata a partire dal 2008 ed una visibilità che non sarebbe stata possibili senza l’esistenza di studi così qualificati, grazie ai quali cominciano ad affluire in Valtellina persone interessate, come avvenuto nella scorsa settimana con l’arrivo degli studenti dell’Università di Torino. Accompagnati dalla Bradamante lungo l’itinerario ariostesco, dopo palazzo Besta, a Sondrio gli universitari hanno potuto ammirare la scultura di Alik Cavaliere nell’atrio della Camera di Commercio. Quindi la visita è proseguita per l’Orlando Furioso di Giuseppe Bisi nella sede del Credito Valtellinese e per una proiezione dei cicli di castel Masegra e palazzo Valenti.
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