Mestieri e toponimi sul palco
Forse qualcuno non si ricordava neppure della presenza, ai tempi, del “ruder” che costruiva le ruote dei carri; poi c’erano anche i sarti, figura professionale oggi molto ricercata, o il barbiere. La storia di un territorio passa attraverso i suoi mestieri, ma anche attraverso i suoi toponimi che sono stati indagati dall’attrice e regista Valentina Capone in tempo record: quattordici giorni di lavori (forzati) per raccogliere testimonianze, scrivere la sceneggiatura, girare filmati e “cucire” una commedia con inserti video che, sabato sera, è stata messa in scena. Non nel giardino di palazzo Besta onde evitare i rischi del tempo, ma al centro sportivo dove il Comune, anch’esso nel giro di una settimana, ha effettuato i lavori di insonorizzazione alla sala per renderla sede confacente di teatro. E così gran pienone per “Mappare Bianzone – luoghi mestieri e sapori di un tempo: come la morfologia di un territorio ha condizionato la comunità”, lo spettacolo che ha portato sul palco circa 25 cittadini di Bianzone, attori per una sera. Per la verità alcuni di loro fanno parte del gruppo di fedelissimi che, da qualche anno, partecipa al laboratorio teatrale estivo condotto dalla sondalina Capone, ma quest’anno si sono aggiunti nuovi volti giovanili. Per non parlare del nuovo parroco, don Giovanni Villa, che si è prestato con ironia a interpretare il suo ruolo, mostrando di essersi integrato nella nuova comunità. «Volevo uno spettacolo che riprendesse il tema delle tradizioni e delle radici del nostro paese – afferma il sindaco, Franca Pini, che con l’Ecomuseo ha commissionato il lavoro -, cui stiamo lavorando da anni, ma anche qualcosa di brillante». Ed ecco che Valentina, affiancata dalla sceneggiatrice Claudia Gatti oltre che con la collaborazione di Benedetta Pontellini, Emilio Casalini, Carmen Tofeni e Alessandro Turella, ha imbastito una commedia dove il sorriso non è mancato. «Abbiamo immaginato la piccola comunità di “Biancone” vessata dal messere a capo del paese che tiene sotto di sé gli abitanti e li costringe a pagare debiti – racconta Valentina -. Lo spettacolo si sviluppa così fra racconti e speranze. Bisogna dire che il lavoro è stato intenso per noi, ma anche per i cittadini-attori, che hanno fatto un grande sforzo di scrittura del personaggio, dovendo memorizzare battute di un copione che cambiava a secondo di come evolveva la commedia di giorno in giorno». Dello spettacolo sarà realizzato anche un dvd, mentre l’amministrazione sta già lavorando alla seconda parte del progetto incentrata sulle frazioni.
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