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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 02-02-11, 08:23   #1
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Predefinito Ad Aprica la grazia di don Bosco

Al termine della funzione religiosa, i fedeli sono passati davanti alla teca lignea incuriositi da tale reliquia “ex carne” di S. Giovanni Bosco, una delle poche in Italia; hanno osservato questo frammento di carne prelevato dal “padre” dei Salesiani in occasione della sua beatificazione avvenuta nel 1929. Hanno rivolto un bacio, una preghiera e se ne sono andati commossi per questo dono inaspettato. E’ stata una domenica importante per la comunità religiosa di Aprica, quella di ieri, che ha partecipato alla cerimonia di scoprimento della reliquia donata al santuario di Maria Ausiliatrice, retto dal parroco don Augusto Azzalini, da parte di Maria Luisa Diamadi che l’ha ricevuta in eredità dal padre. «Siamo qui oggi per una particolare grazia – ha detto il parroco prima della santa Messa -: la donazione di una reliquia ex carne di don Bosco, un frammento della sua pelle. Siamo felici di poter dare accoglienza alla reliquia che viene a collocarsi in un santuario dedicato a Maria Ausiliatrice come quello di Torino che custodisce il corpo del salesiano. Speriamo di poter ricevere altri santi in futuro, come suor Maria Troncatti di Corteno morta in Equador, monsignor Giuseppe Quadrio di Vervio che saranno santi e che fanno da corona alla Madonna». E’ seguita la messa al termine della quale il coro ha cantato una poesia scritta da don Remo Bracchi, professore salesiano, che è un inno alla vita feconda di Maria. La cerimonia è stata l’occasione per celebrare anche la festa di don Bosco (che cade oggi) in un santuario di grande devozione, cui «auguro – ha detto don Agostino Sosio dell’Ispettoria salesiana Lombardia Emilia Romagna, Svizzera, Lituania che ha celebrato la funzione – di compiere questa missione di forgiare santi. Chissà che da questa terra vengano fuori persone di santità nella vita famigliare e religiosa». «Don Bosco non aveva a chi riferirsi per fare il bene che ha fatto – ha proseguito -. Il suo primo riferimento è stato Gesù. Tre sono le tappe del cammino cristiano: il cammino della fede è innanzitutto segnato dalla ricerca del Signore, poi c’è la chiamata cioè l’essere chiamati a costruirci come figli di Dio giorno dopo giorno per vivere da fratelli; infine la beatitudine del cristiano si esprime nella gioia e nelle prove della vita». E, riferendosi a san Giovanni Bosco, don Sosio ha parlato dei giovani e di quell’urgenza educativa nei loro confronti. «Una larga fascia di giovani manifesta la disponibilità verso la Chiesa che deve volgere verso forme più mature di appartenenza. Invito a rinnovare l’offerta religiosa per i nostri giovani. C’è bisogno di qualcuno che faccia da guida, che risvegli nei nostri giovani il desiderio di felicità e gioia, nascosto dal piacere. Ci possono essere anche altre circostanza che conducono al Signore, lasciamo a Lui la fantasia. Ciò che unifica tutto questo è l’amore, che è la realtà più grande che mette insieme le persone».
«E’ stato per me quasi un sacrificio, ma credo che questa collocazione sia la più degna per poter mantenere il ricordo di mio padre e per dare onore a questa reliquia così importante, anche per la storia della mia famiglia». Gli occhi di Maria Luisa Diamadi, originaria di Milano ora residente a Saronno, diventano lucidi di emozione e commozione nello spiegare il perché della donazione della reliquia ex carne al santuario di Maria Ausiliatrice di Aprica.
Diamadi l’ha ereditata dal padre Theo, insegnante nella casa salesiana di Alassio. Egli, a sua volta, aveva ricevuto la reliquia nel 1920 da don Rinaldi, successore di don Bosco, che nel 1929 è stato beatificato. «La reliquia è sempre stata sul comodino di mio papà appena nel velluto, l’abbiamo conservata per 78 anni – racconta la signora -. Poi nel 1963 quando mio padre è morto, è stata affidata a me. Ha fatto tante grazie. Mio fratello e mia figlia sono stati salvati da don Bosco. Poi l’anno scorso quando mi sono ammalata, mi sono domandata che cosa sarebbe stato di questa reliquia. Visto che da 15 anni frequento Aprica e il santuario di Maria Ausiliatrice ha proposto a don Augusto la donazione. Non stava più nella gioia il pastore al mio desiderio. Ed oggi siamo qui per questo evento che mi commuove particolarmente».
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