Intitolare una mostra “Passo lento senza riflessione” è già di per sé molto stimolante perché, al contrario, alla riflessione ti induce; anche solo per capire il perché di questo nome. Giocano sulla curiosità Alessia Cattelini e Max Gentili che sabato 30 ottobre nella sala Ligari in via XXV Aprile a Sondrio inaugurano (alle 17) la loro mostra in accoppiata. «Il passo lento, la muta riflessione quando si osservano opere d'arte – scrive nella curiosa presentazione Stefano Picceni - porta le persone a cercare o a costruirsi, a tutti i costi, emozioni dentro di loro, da un punto di vista razionale, pensieri che dall'opera gli restituiscano qualche cosa». Questa volta, invece, sarà diverso. Questa volta l'invito vuole esser fare grado zero delle emozioni, dei preconcetti, senza voler dare per forza spiegazioni ma lasciarsi avvolgere dal coinvolgente pensiero dell'artista che ha preso forma per arrivare a un pensiero personale nuovo. «Spesso nell'arte contemporanea non c'è nulla da capire ma, come in altre realtà è la parte di sogno che ha, e deve avere, il sopravvento – prosegue Picceni -. Alessia e Max sono entrambi artisti materici ma la loro opera anche grazie alla duttilità della tecnica stessa, risulta molto diversa».
Alessia modella la materia al massimo delle sue potenzialità, pasta materica con inserti in legno, vetro, metalli, colorati da tonalità che da cupe diventano iridescenti creano opere di grande efficacia visiva, talvolta arcaicamente cullanti, spesso violente, ma dove, è certo, l'emozione è espressa alla massima potenza. Il perimetro del quadro non è un limite per lei, così come limiti non devono esserci nell'accostarsi al suo lavoro, magari limitazioni precostituite che impediscono di vedere chiaramente le cose. L'arte di Max, sulla scia di Alberto Burri, ricrea il suolo, cretti, textures da un punto di vista poetico contemporaneo, come se la terra facesse sentire le sue emozioni attraverso la sua “pelle”. Non è una terra frantumata ma una terra che si dischiude per accogliere gli elementi necessari alla rigenerazione, una terra mutevole; così come è mutevole il colore che nelle sue opere passa da cromie compatte a cangianti impalpabili, l'arte, la gamma dei sentimenti umani. La materia, nel pieno della sua concretezza, diviene astrazione.
Due artisti che interagiranno in modo sapiente e intelligente nella sala Ligari e che per l’inaugurazione hanno pensato anche ad una performance in cui le opere verranno per così dire avvicinate lentamente allo spettatore/visitatore e svelate. Il tutto con l’accompagnamento musicale di Ivan Romeri.
La mostra resterà aperta fino al 14 novembre tutti i giorni dalle 16 alle 19.
Chi volesse rivedere l'intervista che abriga.it ha fatto ad Alessia Cattelini:
http://www.abriga.it/fvb/showthread.php?t=1236