Le potature si possono bruciare
Il divieto assoluto di combustioni all’aperto compresi gli scarti di potature, emesso la scorsa primavera in seguito alle modifiche di legge sul territorio nazionale, ha creato non pochi problemi a contadini e privati che si sono ritrovati nella difficoltà di non saper come smaltire i residui vegetali. Per venire incontro a questa situazione il sindaco di Poggiridenti, Giovanni Piasini, ha preso una decisione chiara: sarà possibile bruciare paglia, sfalci, potatura e altro materiale agricolo vegetale e forestale non pericoloso provenienti dalla manutenzione di orti, giardini privati, aree agricole e attività, naturalmente nel rispetto delle norme e con tutte le cautele del caso. «La pratica della gestione controllata dei residui vegetali con la combustione sul luogo di produzione rappresenta una tradizionale attività agricola per mineralizzare gli elementi contenuti nei residui organici ed evitare trattamenti chimici – spiega il sindaco che ha emesso un’ordinanza -. La combustione, tra l’altro, ha il vantaggio di evitare la movimentazione sul territorio e l’inutile intasamento delle discariche. Inoltre sul territorio sono presenti molte coltivazioni di modeste dimensioni, soprattutto a carattere famigliare, che si trovano su terreni impervi o zone isolate con difficoltà logistiche per procedere al trasporto dei residui, senza contare il fatto che l’accumulo degli stessi per la loro trasformazione in compost, stipati a bordo campo, può diventare nel tempo pericolo di innesco di incendi soprattutto nei mesi estivi e, in caso di forti piogge, determinare intasamenti». Alla luce di queste considerazioni, Piasini ha preso una decisione di “buon senso”. La legge al riguardo è finalizzata a punire la gestione illecita dei rifiuti, ma nel caso di Poggi la combustione sul luogo delle potature non presenta profili di illegalità. Da qui la possibilità di bruciarli, anche se con certe modalità e limiti. Innanzitutto l’orario: non si potrà accendere il fuoco dalle 10 alle 17 e negli orari notturni; possono essere destinati alla combustione tre metri steri (lo stero corrisponde a un metro cubo) per ettaro al giorno di scarti agricoli, diversamente per quantitativi maggiori bisognerà prima inoltrare comunicazione a Comune e Corpo Forestale dello Stato. Fondamentale è che, fino a spegnimento del fuoco, il contadino o cittadino garantisca la presenza per vigilare il terreno. La combustione deve avvenire ad almeno 20 metri degli edifici o 10 metri in caso di orti completamente circondati da edifici, ma nelle fasce vicine a ferrovie o vie di comunicazioni principali entro una fascia di 50 metri non si possono accendere fuochi. Infine le ceneri prodotte saranno recuperate per la distribuzione sul terreno a fini nutritivi.
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