"Mi piace la Valtellina". Vitali si svela
«Vengo volentieri anche nelle scuole di Tirano e della Valtellina a parlare di scrittura… Vedete che voglio bene alla Valtellina. E’ che ho una predilezione per la Valchiavenna, legata al ricordo di una fidanzata…». Lo scrittore, Andrea Vitali, si rivela così prima di entrare nell’aula Magna dell’Istituto Pinchetti di Tirano, ospite all’interno di un progetto di lettura. Scansa le polemiche che, qualche mese fa, hanno infervorato in Valle per le sue parole (che, secondo lui, sono state «capovolte») sul fatto che Sondrio sia culturalmente morta. E si presenta agli studenti delle classi seconda e terza dell’indirizzo tecnico del Pinchetti con il sorriso e la voglia di dialogare con loro. «Sono orgogliosa di accogliere uno scrittore che mi ha allietato diverse volte con i suoi libri che sono leggeri, ma mai banali e superficiali – ha detto la dirigente, Francesca Fumagalli -. Per me la lettura è una delle cose importanti nella vita. Interessante notare come Vitali sia medico di professione, dunque come si possano fare bene anche due mestieri». Il progetto scolastico, curato dai professori, Massimo Minnai e Mariella Presti, prevedeva la lettura di un libro di Vitali, da lui suggerito, alle classi. Vitali ha indicato “La leggenda del morto contento”, un libro sorprendente, ma forse non esattamente quello fra i suoi più famosi. Ed è proprio su questa scelta che si è impostato il dibattito. «Ho scelto questo libro perché la storia va fuori dal seminato – ha detto lo scrittore di Bellano -, mi sembrava che nonostante fosse una storia ambientata nel 1843, questa abbia coincidenze con la stretta attualità, dunque adatta a giovani come voi. Le vicende raccontate partono sempre da un fondamento di verità, con informazioni reperite negli archivi dei Comuni dove abito. Mi piace curiosare fra vizi e procedure burocratiche». Tra lacrime e sorrisi, “La leggenda del morto contento” racconta una storia di padri e di figli, di colpevoli e di innocenti, di giustizia e di malagiustizia: ottocentesca, ma solo in apparenza. Interessanti le domande dei ragazzi sul tema della giustizia naturalmente, ma anche della considerazione delle donne che ne La leggenda sembra poca, ha detto con provocazione una studentessa. «In realtà gli altri libri pullulano di donne ben dotate fisicamente e intellettualmente – ha replicato Vitali -, che utilizzano le proprie doti per raggiungere il proprio obiettivo». Al pomeriggio Vitali ha incontrato, sempre al Pinchetti, il pubblico per parlare di “scrittura creativa”.
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