La “squola” che fa male
Conclusa la Messa don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, esordisce con un «ciao» davanti al pubblico raccolto nella chiesa di S. Eufemia di Teglio. E presenta il suo «librettino» intitolato “Di squola si muore?!”. Ma che differenza c’è fra “squola” con la “q” e scuola con la “c”? La “squola” è quella che non funziona, dove i ragazzi ogni mattina maledicono per andarci. Non c’entrano nulla gli svariati ministri all’Istruzione che si sono susseguiti. E’ il rapporto con i ragazzi che deve cambiare. «Cari insegnanti e presidi, se vogliamo che la scuola funzioni dobbiamo creare un ambiente in cui il ragazzo sia contento di andare a scuola», ha detto don Mazzi. E com’è possibile? Ci vuole la relazione. Un rapporto sereno con la scuola dà educazione.
«Un insegnante deve guardare in faccia il ragazzo, perché deve capire chi è – ha detto don Mazzi che ha mille ragazzi di strada in Italia nelle sue comunità, ma ne segue 4000 nel mondo –. Bisogna cambiare meccanismo di insegnare ed approcciarci ai ragazzi». E il modo per farlo don Mazzi lo ha spiegato alle persone riunite in chiesa per organizzazione, come ogni anno, di Accademia del Pizzocchero e della parrocchia. Usando barzellette, com’è nel suo stile che mescola il serio con il faceto, il religioso dal linguaggio forte ha affermato che gli insegnanti devono dare motivi ai giovani. Nel libro ci sono piccole cose, fra la burla e la tragedia, per insegnare. Ad esempio i dieci comandamenti per insegnanti, genitori e ragazzi. Nel caso dei ragazzi: la libertà si conquista con la disciplina, non si deve dare potere assoluto ai genitori, il talento da solo non basta, occorre ritrovare il coraggio di educare, il disordine è causa di dolore precoce. Nel decalogo dell’insegnante si chiede di essere ottimista, di leggere e cantare, di dare senso alle contraddizioni. Infine il buon genitore deve rispettare i figli, cui va riconosciuta una propria personalità, ma deve anche rispettare se stesso. Un genitore che sacrifica se stesso e non ascolta i propri desideri abitua i figli a non avere limiti. Il genitore deve dare affettività, regole, costruire un dialogo, valorizzare i figli. I figli vanno cresciuti. Se in questo sono fondamentali i genitori, importante è anche la scuola da cui i genitori non devono essere assenti, ma acuti osservatori della crescita dei ragazzi, «perché di squola, non di scuola, si può davvero morire… la squola sarà scuola quando torneranno a vincere le coscienze sugli orari, sui ruoli, sugli stipendi, sui voti, sulle classi, sui curriculum».
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