Fragmenta: puzzle sacro in costruzione
Nel corso dello scavo fatto al pavimento del santuario della Madonna della Sassella nel 1997, erano stati recuperati frammenti di affreschi, di grandi o piccole dimensioni, tali da riempire 25 cassette. Un patrimonio interessante, di bella cromia, che sarebbe stato un peccato lasciare un giacenza in contenitori. Da qualche tempo così il Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio ha iniziato il lavoro di ricomposizione di questi frammenti che appartengono ad un’unica unità stratigrafica, vale a dire sono dello stesso periodo. I pezzi saranno oggetto di pulitura, consolidamento, restauro ed, infine, incollaggio. Insomma come fare un puzzle, in cui però le tessere sono frammenti di affresco. «Anzi, per essere precisi, sono diversi puzzle insieme – spiega la direttrice del museo, Angela Dell’Oca -, perché si tratta di ricomporre alcuni gruppi di immagini, almeno sette, che rappresentano la Madonna con il Bambino, la Trinità e i Santi. L’intenzione è, se riusciamo compatibilmente sempre con le risorse, presentare alla fine di settembre un gruppo ricomposto in attesa di fare l’esposizione anche di tutti gli altri. L’iniziativa potrebbe collocarsi all’interno della Giornata Europea del Patrimonio in programma il 24 settembre». Lavoro certosino e specialistico insieme quello che stanno conducendo, per il Museo, Silvia Papetti e Veronica Dell’Agostino. Una volta ricomposti sul tavolo, i frammenti, pieni di sabbia e ovviamente sporchi, visto che derivano dallo scavo fatto al pavimento, sono stati puliti e consolidati. Ora le due storiche dell’arte e studiose hanno ricevuto l’incarico di accostarli, trovare gli attacchi e poi incollarli per restituire l’immagine originaria di ciascuna gruppo. Ma – ci si può giustamente domandare – come sono finiti degli affreschi sotto il pavimento? Ebbene nei primi decenni del Cinquecento quando c’è stata la ristrutturazione quello che c’era sulla parete della Sassella è finito nel riempimento del pavimento. E lì è rimasto fin quando sono stati fatti gli scavi nel ’97. «Normalmente gli affreschi vengono dipinti, invece in questo caso non hanno dipintura e si vede una bella cromia – prosegue la direttrice -. Il progetto si intitola “Fragmenta” e ci terrà occupati anche per i prossimi anni. Sono stati portati al museo, infatti, anche i frammenti recuperati durante gli scavi fatti in occasione della Legge Valtellina. si parla di frammenti provenienti da Postalesio, Colorina, dall’Alta Valle, in particolare da S. Martino di Serravalle. Sto lavorando per portare i pannelli ricomposti dalla Soprintendenza, fra cui il pannello con un fregio dei leoni di età carolingia. E’ questo un tema che diventerà parte importante del museo. bisognerà fare un riflessione sui contenuti e sugli spazi del museo dove contenere ciò che, diversamente, sarebbe andato perso. Il lavoro è, dunque, di carattere conservativo-tecnico e scientifico-storico-critico».
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