Mariangela Bai fra acquerelli e oli
Osservare i suoi acquerelli fa percepire quella precisione certosina, quella puntigliosità tipica di uno spirito femminile: ordinata nelle linee e nelle forme, delicata nel regalare il colore e verosimiglianza a quei fiori che pare di poter cogliere con una mano dal quadro. Se, invece, lo sguardo cade sui paesaggi sembra di essere di fronte ad uno spirito diverso, che cerca la libertà espressiva nel disegno.
Sono le emozioni che comunicano i quadri che Mariangela Bai di Varese espone negli spazi lungo corso Roma ad Aprica (di fronte all’ex hotel Aprica) in questi giorni. Pittrice nata per passione. «Sono autodidatta – racconta Bai -, ma ricordo con affetto gli stimoli a continuare dei pittori varesini Crenna e Talamona e per l’acquerello Silvio Bonelli. L’acquerello e la sua dimensione floreale sono la veste mia più propria». Peraltro gli acquerelli dell’artista sono dipinti su una carta particolare e molto costosa reperita appositamente. «Poi un giorno mi è stato detto perché non provassi con l’olio e sono nati paesaggi e paludi – prosegue -. Queste sono per me opere liberatorie che realizzo con la spatola, come d’istinto».
Una doppia Bai che si manifesta fra acquerello e olio. La mostra è aperta fino al 31 agosto, tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.
|