Sunà da Mars: meno campanacci
E’ andato in archivio anche quest’anno il Sunà da Mars la tradizionale manifestazione che l’ultimo giorno di febbraio di ogni anno si tiene ad Aprica per risvegliare la primavera dal torpore invernale al suon di campanacci. E che quest’anno l’iniziativa cadesse di lunedì lo si è notato dal lieve calo di presenze. «Naturalmente quando la si fa il sabato sera, la partecipazione è molto di più, ma si tratta di una questione di scelta e se il Sunà per tradizione è il 28 febbraio bisogna rispettare la data – commenta Bruno Corvi dell’ufficio turistico -. Al contrario però abbiamo notato che molte più persone sono partite dalle contrade per partecipare al corteo rumoroso di campanacci e corni. E questo è un dato positivo». Quest’anno la novità introdotta, infatti, era quella di far pagare 5 euro per l’assaggio del mach, ovvero polenta formaggio e salsiccia, fatto eccetto a chi partiva dalle contrade e che veniva contraddistinto perciò con un foulard.
Partiti dalle rispettive contrade – Dosso, Liscedo, Liscidini, Mavigna, San Pietro e Santa Maria – gli squadroni di scampanatori e loro seguito hanno impiegato una buona mezz’ora per coprire i percorsi assegnati ad ognuno e arrivare a compattarsi davanti al municipio di Aprica. Da qui un altro quarto d’ora per spostarsi definitivamente in pizza Palabione per la presentazione sul palco e la degustazione. Presenti alla sfilata, infatti, c’erano 14 gruppi folcloristici provenienti dalle valli alpine attigue, valtellinese, bresciane e bergamasche.
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